mercoledì 27 febbraio 2013

Il grande pasticcio dei vescovi tedeschi


di Renzo Puccetti

Pillola del giorno dopo, i vescovi spagnoli contro i vescovi tedeschi. Ieri è intervenuto il portavoce e segretario della Conferenza episcopale spagnola, monsignor Juan Antonio Martinez Camino, per spiegare che se è legittimo prevenire la gravidanza di una donna che abbia subito uno stupro, non lo è usare la "pillola del giorno dopo". Il motivo è quello già spiegato da La Nuova BQ, oltre a un effetto contraccettivo non si possono escludere effetti abortivi: «Noi non conosciamo alcun farmaco» di cui si possa escludere l'effetto abortivo - ha detto Camino - «se esiste e i vescovi tedeschi lo conoscono, ce lo facciano sapere». [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

martedì 26 febbraio 2013

Crisi di fede, ci vuole una reazione


di Roberto de Mattei

Giuliano Ferrara ha certamente ragione quando, sul Foglio del 22 febbraio, denuncia la strategia della calunnia di cui si fanno strumento in questi giorni i mass-media. La tesi ormai dominante è che Benedetto XVI si è “arreso” davanti a una curia corrotta e ingovernabile, ma ciò che si insinua è che la morbosità sessuale, il crimine e l’intrigo facciano parte della natura stessa della chiesa romana. [leggi tutto]

© Il Foglio

Un risultato che evita il peggio


di Stefano Fontana

Gli esiti delle elezioni politiche si possono valutare diversamente a seconda delle cose che si ritengono fondamentali. Per noi le cose fondamentali sono quelle che fanno il vero bene del nostro popolo e del nostro Paese. Sono le cose che toccano da vicino la costruzione dell’umano. Non sono solo le cose urgenti, ma soprattutto quelle fondamentali. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

lunedì 25 febbraio 2013

Riconduzione all’Uno


di Silvio Brachetta

Nell’omelia per la S. Messa per gli universitari del 7 novembre 2012, l’Arcivescovo Crepaldi aveva accennato alla «reductio ad unum» - «riduzione» o «riconduzione all’Uno» - cioè a quel procedimento logico e metafisico che, esaminati gli effetti, risale alle cause che li hanno prodotti.
La «riduzione» (o anche «induzione») è l’opposto logico della «deduzione», che invece procede da postulati generali o universali e giunge a conclusioni particolari, ovvero considera le cause e ne deduce gli effetti. Se ad esempio, per principio generale, dico che tutti gli uomini sono mortali, che Paolo è un uomo e, da queste premesse, concludo che Paolo è mortale, ho espresso un sillogismo deduttivo (deduzione, deductio), perché da una considerazione generale sulla mortalità ho dedotto qualcosa circa l’individuo particolare Paolo. [leggi tutto]

© Vita Nuova

venerdì 22 febbraio 2013

La Porta della Fede. Cattedra di San Giusto - Trieste

Per ricostruire dalle fondamenta


di mons. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna

1. La vicenda culturale dell’Occidente è giunta al suo capolinea: una grande promessa largamente non mantenuta.
I fondamenti sui quali è stata costruita vacillano, perché il paradigma antropologico secondo cui ha voluto coniugare i grandi vissuti umani [per esempio l’organizzazione del lavoro, il sistema educativo, il matrimonio e la famiglia…] è fallito, e ci ha portato dove oggi ci troviamo. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

La guerra gay nella Chiesa che ha scosso il Pontefice

don Dariusz Oko

È il vero caso dietro a Vatileaks: il 17 dicembre il Papa ricevette il rapporto dei cardinali inquirenti. Dopo 4 giorni il discorso contro l’”ideologia di genere”

di Maurizio Caverzan

L’aveva denunciato con forza in alcune riviste internazionali don Dariusz Oko, teologo del dipartimento di Filosofia dell’università pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia: «Nella Chiesa agisce una potente lobby omosessuale». [leggi tutto]

© Il Giornale

giovedì 21 febbraio 2013

L’ospedale l’ha inventato il Cristianesimo


di Alessandro Perich

Francesco Agnoli, giornalista, scrittore, storico assai noto, è stato il relatore principale alla Conferenza che si è tenuta nell’Aula Magna dell’Ospedale di Cattinara [Trieste] il 7 frebbraio scorso in occasione della Giornata del Malato, sulla quale riferisce il numero di Vita Nuova in edicola. Ha risposto ad alcune nostre domande. [leggi tutto]

© Vita Nuova

Io credo. Noi crediamo


Alla Cattedra di San Giusto, mercoledì 20 febbraio, il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha tenuto la lezione su "Io credo. Noi crediamo", davanti ad un numerosissimo pubblico accorso alla Cattedrale di San Giusto in Trieste. Ecco il testo dell'intervento.

All’inizio dell’atto di fede c’è la grazia divina e l’adesione libera dell’uomo a Dio: si tratta del consenso personale che, in maniera libera, l’uomo deve dare alla vicenda storica di Gesù Cristo, morto e risorto. La fede cristiana si caratterizza, quindi, come il dell’uomo a Dio in Gesù Cristo e, conseguentemente, è proprio Lui - il Signore Gesù - a determinare la forma e la struttura dell’atto di fede. [leggi tutto]

© Vita Nuova

mercoledì 20 febbraio 2013

“La nave della Chiesa” - della Beata Elisabetta Canori Mora


Il dì 10 gennaio 1824 l’anima fu ammessa a parlare familiarmente con il suo Dio, trattenendosi per sua infinita bontà a parlare con la povera anima delle presenti circostanze della nostra santa religione cattolica e della santa Chiesa.
L’anima mia così pregava il suo Dio per i presenti bisogni della santa Chiesa: «Mio Dio», diceva l’anima, «quando sarà che io vi veda da tutti gli uomini onorato e glorificato come conviene? Ma, oh mio Dio, quanto sono pochi quelli che vi amano! oh quanto è mai grande il numero di quelli che vi disprezzano, mio Dio, che grande pena è questa per me! Credevo con questa nuova elezione di pontefice si fosse rinnovata la santa Chiesa, e che il Cristianesimo avesse a mutare costume; ma, per quanto vedo, camminano ancora nello stesso piede». [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana, Luci dell’Est

Germania, l’88% chiede al successore le nozze per i preti


Lo rivela un sondaggio della tv pubblica. Il leader dei vescovi: “Dobbiamo scusarci con Benedetto per i nostri errori”

di Redazione

Il successore di Benedetto XVI deve far sposare i preti, aprire il sacerdozio alle donne e consentire ai divorziati di sposarsi in chiesa. Queste le richieste rivolte da una stragrande maggioranza di tedeschi al successore di Papa Ratzinger. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Ricominciamo dal 26 febbraio


di Giampaolo Crepaldi

Un diffuso malessere

Davanti all’impegno civico, morale ed anche religioso del voto elettorale alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 molti cattolici provano sentimenti di confusione e di sconforto. Mai come in queste elezioni l’elettore cattolico, consapevole della posta in gioco e desideroso di applicare gli insegnamenti della Chiesa, si è trovato smarrito davanti ad un quadro politico che non lo soddisfa e nel quale i principi che egli ritiene fondamentali rischiano di smarrirsi. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

domenica 17 febbraio 2013

Ipotesi sul Papa. E sulla Chiesa che verrà



di Vittorio Messori

Dicono che non sia stato in Sicilia, bensì a Torbole, sul lago di Garda, che a Goethe eruppero dall'anima i versi famosi: «Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni (...) dove una mite brezza spira dal cielo luminoso?». Il mattino di lunedì 11 febbraio, pensavo un po' ironico a Goethe - e a qualche talebano del «riscaldamento globale» -, guardando dalla finestra del mio studio, nella millenaria abbazia benedettina, la neve che scendeva sugli olivi, i cipressi, gli allori. [leggi tutto]

© Corriere della Sera

mercoledì 13 febbraio 2013

Wojtyla e il no alle dimissioni “Un precedente pericoloso”


«Quanto all’eventualità di rinunciare per motivi di salute scrissi in quell’appunto – e adesso mi sembra opportuno farlo conoscere, come esempio dell’obbedienza e della prudenza eroiche di Giovanni Paolo II: “Si è limitato (don Stanislao) a commentare che il Papa – che personalmente è molto distaccato dalla carica – vive abbandonato alla volontà di Dio. Si affida alla divina Provvidenza. Inoltre, teme di creare un pericoloso precedente per i suoi successori, perché qualcuno potrebbe rimanere esposto a manovre e sottili pressioni da parte di chi desiderasse deporlo”».

Cardinale Julián Herranz, Vatican Insider

Ratzinger: “Solo Dio può licenziare il Papa!”

Vulnus


«Il monsignore, uno degli uomini più in vista della Curia, ripercorre le ultime ore vissute dal Vaticano come se avesse subito un lutto non ancora elaborato. E ripete, quasi fra sé: “Queste dimissioni di Benedetto XVI sono un vulnus: una ferita istituzionale, giuridica, di immagine. Sono un disastro”».

«Se passa l'idea dell'efficienza fisica come metro di giudizio per restare o andare via, rischiamo effetti devastanti. C'è solo da sperare che arrivi un nuovo Pontefice in grado di riprendere in mano la situazione, fissare dei confini netti, romani, impedendo una deriva»

«Non possono esserci due Papi in Vaticano: anche se uno di loro è formalmente un ex»

Massimo Franco, Corriere della Sera

martedì 12 febbraio 2013

I nodi vengono al pettine


«A mio avviso, e lo dico da laico, la storica rinuncia di un pontefice può contribuire a ‘desacralizzare’ la figura pubblica del Papa, rendendola più simile a quella di altri leader che, se impossibilitati a compiere la propria missione, possono lasciare».
«Certo, resta la domanda: perché si è ‘dimesso’? […] La spiegazione della semplice stanchezza può non convincere un analista laico come me».
Ernesto Galli della Loggia, su Avvenire

«Quello a cui si assiste è il sintomo estremo, finale, irrevocabile della crisi di un sistema di governo e di una forma di papato; e della ribellione di un “Santo Padre” di fronte alla deriva di una Chiesa-istituzione passata in pochi anni da “maestra di vita” a “peccatrice”».
Massimo Franco, su Corriere della Sera

«La paternità non ammette dimissioni».
Vittorio Messori (2003), citato da Francesco Colafemmina

Le legioni di Satana

Dimissioni del Papa: fede e speranza


S.E.R. Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste

L’annuncio da parte di Papa Benedetto XVI delle proprie dimissioni dall’incarico ricevuto dai Cardinali di guidare la Barca di Pietro mi ha colpito in profondità. Assieme a me la notizia ha vivamente scosso l’intera Chiesa di Trieste. Il nostro affetto e la nostra devozione a Papa Ratzinger si sono sempre accompagnati in questi otto anni di pontificato al ringraziamento allo Spirito Santo per averlo chiamato al Soglio di Pietro. Si è trattato di un pontificato luminoso. Tanto più luminoso quanto più difficile. Il 19 aprile 2005 sulla cattedra di Pietro si era seduto un autentico Padre della Chiesa. [leggi tutto]

© Vita Nuova

lunedì 11 febbraio 2013

Vittime e veri persecutori durante la guerra civile spagnola


di Silvio Brachetta

Il 20 dicembre scorso Benedetto XVI ha approvato la promulgazione del Decreto sul martirio dei Servi di Dio José Javier Gorosterratzu e cinque compagni martiri della Congregazione del SS.mo Redentore, martirizzati dai comunisti durante la guerra civile spagnola (1936-1939). Tale decreto ha aperto definitivamente la strada alla beatificazione dei 5 religiosi che sarà celebrata a Tarragona in Spagna, il 27 ottobre 2013.
Nonostante le vittime della rivoluzione spagnola beatificate o che lo saranno a breve dalla Chiesa hanno quasi raggiunto il migliaio, la sinistra socialista spagnola continua nella sua opera di deformazione storica sull’identificazione dei perseguitati/persecutori e, quindi, sul tema delle vittime della guerra civile. Il governo Zapatero, per veicolare il progetto del cosiddetto «recupero della memoria storica», ha persino fatto approvare una legge dello Stato, la «Ley de la Memoria historica» (26 dicembre 2007), con la quale si è in pratica ridotta la libertà di ricerca per gli storici spagnoli che non siano disposti a consacrare l’interpretazione ufficiale delle sinistre, vulgata che riduce il conflitto 1936-39 ad una mobilitazione reazionaria contro quello che sarebbe stato un moderato progetto riformista, cioè quello della Seconda Repubblica. [leggi tutto]

© Corriere del Sud

“No! Non va tutto bene”, però tutto “comincia di nuovo”!


«Naturalmente, c’è un falso ottimismo e un falso pessimismo. Un falso pessimismo che dice: il tempo del cristianesimo è finito. No: comincia di nuovo! Il falso ottimismo era quello dopo il Concilio, quando i conventi chiudevano, i seminari chiudevano, e dicevano: ma niente, va tutto bene… No! Non va tutto bene. Ci sono anche cadute gravi, pericolose, e dobbiamo riconoscere con sano realismo che così non va, non va dove si fanno cose sbagliate. Ma anche essere sicuri, allo stesso tempo, che se qua e là la Chiesa muore a causa dei peccati degli uomini, a causa della loro non credenza, nello stesso tempo, nasce di nuovo. Il futuro è realmente di Dio: questa è la grande certezza della nostra vita, il grande, vero ottimismo che sappiamo. La Chiesa è l’albero di Dio che vive in eterno e porta in sé l’eternità e la vera eredità: la vita eterna».

La moderna ossessione per il sesso dimostra che l’anima esiste


di Antonio Socci

Dopo “Cinquanta sfumature di grigio”, l’industria editoriale sforna i prodotti letterari che sulle ali dell’eros ambiscono a volare fino alla vetta della classifica dei best-seller. Ultimo della serie “La sposa nuda” di Nikki Gemmell.
Il sesso parlato, immaginato, guardato, venduto, comprato, praticato, modulato in mille varianti - diventato ossessione di massa e, con la rete, prodotto di vasto consumo - sembra sia l’unica rivoluzione vera scaturita dal ’68 “desiderante”. [leggi tutto]

© Lo Straniero

domenica 10 febbraio 2013

La politica non è solo l’ambito del relativo e della mediazione. Una disputa con Giorgio Campanini


di Stefano Fontana

Sul numero di gennaio di “Aggiornamenti sociali” Giorgio Campanini ribadisce la visione, diciamo così, canonica dei “cattolici democratici” sulla agibilità politica dei principi non negoziabili in una democrazia laica. Nell’ordine egli propone le seguenti valutazioni: non esiste una dottrina dei principi non negoziabili e nemmeno un preciso elenco; gli unici principi non negoziabili della Chiesa cattolica sono i dogmi (che pure, egli dice, sono stati negoziati, soprattutto nei concili dei primi secoli: curiosa questa idea che la mediazione produca perfino i dogmi); il magistero non è mai intervenuto dogmaticamente sui temi che oggi di solito si fanno rientrare nei principi non negoziabili; più che dal magistero i temi propri dei principi non negoziabili derivavano un tempo dal diritto naturale che oggi è definitivamente in crisi; la politica è per sua natura l’ambito del relativo e della mediazione tra valori e visioni diverse; l’appello ai principi non negoziabili svilisce l’autonomia della politica e dell’impegno dei laici rispetto alla gerarchia; compito dei laici impegnati in politica è quello di cercare di realizzare nella forma più alta possibile e perseguendo il male minore i principi non negoziabili impegnandosi nella mediazione. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

Ricordando le foibe, in via Tito...

Јосип Броз Тито (Josip Broz Tito)

A quasi 70 anni dai fatti, ci sono ancora dozzine di strade e piazze intitolate al Maresciallo, "il boia degli italiani"

di Fausto Biloslavo

Provate a immaginare una giornata della memoria dell'Olocausto celebrata in un Paese dove ci siano delle vie o piazze dedicate ad Hitler oppure a uno dei suoi gerarchi.
Domani [oggi, ndr], 10 febbraio, lo Stato ricorda l'esodo di oltre 200mila istriani fiumani e dalmati e la tragedia delle foibe con le sue migliaia di vittime. Però una dozzina di vie di città italiane sono ancora intitolate al maresciallo Tito, boia degli italiani alla fine della seconda guerra mondiale. [leggi tutto]

© Il Giornale

La “teologia” di Dossetti


di Giacomo Biffi

Il 13 febbraio 2013 si compie il primo centenario dalla nascita di Giuseppe Dossetti (1913-1996), politico e giurista bolognese che dopo aver militato nella Resistenza e aver partecipato attivamente alla Costituente fu parlamentare democristiano, compagno di partito e avversario di De Gasperi. Monaco e sacerdote, fondò la Piccola famiglia dell’Annunziata a Monteveglio e fu una presenza importante del Concilio Vaticano II. Docente universitario e storico, fondò anche, a Bologna, l’Istituto per le scienze religiose.
Nella ricorrenza, mons. Giacomo Biffi, Arcivescovo emerito di Bologna, ne ricorda la "straordinaria" ma anche "complessa personalità" e ripropone una raccolta di tutte le pagine che gli ha dedicato nelle sue Memorie e digressioni di un italiano cardinale (Cantagalli, 2010). Il nuovo libro-estratto s'intitola Don Giuseppe Dossetti - Nell’occasione di un centenario ed esce anch'esso per i tipi di Cantagalli. In accordo con l'editore ne pubblichiamo qui integralmente il IX capitolo. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

sabato 9 febbraio 2013

L’impossibile “road map” della pace con i lefebvriani


Un esponente di punta del campo tradizionalista detta le condizioni per sanare lo scisma. Ne elenca quattro, ma tre di esse appaiono irrealizzabili. Le critiche di don Divo Barsotti al Concilio Vaticano II

di Sandro Magister

In un suo nuovo libro dato alle stampe in questi giorni il professor Enrico Maria Radaelli – filosofo, teologo e discepolo prediletto di colui che è stato uno dei più grandi pensatori cattolici tradizionalisti del Novecento, lo svizzero Romano Amerio (1905-1997) – cita tre brani tratti dai diari inediti di don Divo Barsotti (1914-2006).
In essi questo geniale e stimato mistico e maestro spirituale – che nel 1971 fu chiamato a predicare gli esercizi di Quaresima al papa e alla curia romana – esprimeva delle forti critiche al Concilio Vaticano II.
Scriveva don Barsotti:
"Io sono perplesso nei confronti del Concilio: la pletora dei documenti, la loro lunghezza, spesso il loro linguaggio, mi fanno paura. Sono documenti che rendono testimonianza di una sicurezza tutta umana più che di una fermezza semplice di fede. Ma soprattutto mi indigna il comportamento dei teologi". [leggi tutto]

© Chiesa news

venerdì 8 febbraio 2013

Era troppo tardi…


«Ieri, 27 ottobre 1821, fui portata da una donna che era sul punto di perdersi. Lottai con Satana davanti al letto della malata, ma il demonio mi buttò fuori. Era troppo tardi… Questa donna era sposata e aveva tre figli. Era considerata molto bella e viveva secondo il mondo e la moda. Aveva un rapporto illecito con un sacerdote, e aveva taciuto in confessione questo peccato. Aveva ricevuto i santi sacramenti e tutti facevano grandi elogi della sua buona preparazione e disposizione per ben morire… Tutti i miei sforzi risultarono vani. Era troppo tardi, non mi fu possibile avvicinarmi a lei e morì. Era atroce vedere Satana che si portava via quell’anima. Piansi e gridai. Una donna anziana e indiscreta entrò e consolò i parenti della defunta, parlando loro della sua bella morte. Passando per un ponte per andare in città incontrai molte persone che volevano andare a casa della defunta, e io dicevo a me stessa: “Se avessero visto quello che ho visto io, certamente fuggirebbero dalla sua presenza”».

Beata Anna Caterina Emmerick, citata da Don Marcello Stanzione

La contraddizione di chi nega una morale naturale universale

Gustavo Zagrebelsky

di Francesco Agnoli

Cos’è il bene e il male, chiedono i relativisti? In ogni tempo, ci dicono, l’uomo ha ucciso rubato, ferito, schiavizzato, ucciso i suoi figli con l’infanticidio, praticato la poligamia… Come si può allora dire che esiste una morale naturale universale?
Per i pagani la schiavitù era naturale, per i cristiani no; per tutto il mondo antico, come ben evidenzia Peter Singer, l’infanticidio era lecito: perché, continua sempre Singer, dovrebbero avere ragione coloro che condannano tale pratica e non coloro che la hanno sempre praticata? Per i nazisti, scriveva a suo tempo un avversario del diritto naturale come Gustavo Zagrebelsky (Repubblica, 4/4/2007), l’eliminazione dei deboli, tramite l’eugenetica e l’eutanasia, è la massima fedeltà alla natura, alla legge della “selezione naturale”, mentre per molti pensatori dell’ottocento la carità verso i deboli e i poveri è una manomissione della natura stessa. Per questo, concludeva Zagrebelsky, fondare la morale sul diritto naturale come fa la Chiesa, è assolutamente impossibile, e stabilire cosa sia per natura e cosa sia contro, risulta addirittura operazione da fanatici, da estremisti. [leggi tutto]

© Uccr

I frati martiri di Sendero Luminoso


di Lucia Capuzzi

Czestochowa, 9 agosto 1991. La città e l’intero Paese sono in fermento: mancano appena cinque giorni alla visita di papa Giovanni Paolo II. Il Pontefice ha già visitato la sua terra natale in altre due occasioni. Stavolta, però, la ricorrenza è speciale: per la prima volta, la Giornata mondiale della Gioventù oltrepassa la "cortina di ferro".
Ondate di giovani da tutto il mondo si riversano in Polonia per l’evento. Michal e Zbigniew non possono esserci. La scelta che hanno compiuto undici anni prima li ha portati da qualche tempo lontano, a oltre 11mila chilometri di distanza. In Perù, tra le vette andine brulle e austere della Cordillera Negra, in quella manciata di case e strade sospese a 1.300 metri che prende il nome di Pariacoto, i due padri francescani portano avanti con coraggiosa pazienza la missione che la Chiesa ha affidato loro: testimoniare il Vangelo.
Padre Michal Tomaszek - o Miguel, dato che ha "ispanizzato" il nome per renderlo più familiare ai locali - e padre Zbigniew Strzalkowski lo fanno, con la parola e soprattutto con le opere. [leggi tutto]

© Avvenire

giovedì 7 febbraio 2013

Il chiodo fisso di Vendola e Hollande


di Marcello Veneziani

Qual è l'atto saliente e inaugurale che unisce le sinistre nel mondo quando vanno al potere, da Zapatero a Obama, da Hollande a mezza Europa? Il matrimonio per le coppie gay.
Non entro nel merito, mi limito a notare questa assoluta priorità che le accomuna. Tra mille problemi seri e drammatici che investono l'Europa, tra mille disparità che dovrebbero indignare la sinistra, davanti allo spettacolo del potere del denaro che domina su tutto, la disoccupazione avanza, chi stava male se la passa sempre peggio, l'unico atto concreto e culminante della sinistra al governo è quello: riconoscere le nozze omosessuali. Un atto che già riguarda una minoranza, i gay. [leggi tutto]

© Il Giornale

Meditazione sulla Via Crucis di mons. Kolfhaus


di Cristina Siccardi

Si avvicinano i giorni di Quaresima e fra i libri che meglio preparano al tempo liturgico della Passione e morte di Nostro Signore segnaliamo lo splendido testo di Monsignor Florian Kolfhaus, Via dolorosa. Meditazione sulla Via Crucis (Cantagalli 2012, pp. 70, € 7.00). In queste pagine troviamo una Via Crucis meditata, ma non è, come spesso avviene, un commentatore a parlare, bensì lo stesso Gesù che, nel compiere il suo percorso doloroso e terribile, esprime i suoi pensieri e parla “a tu per tu” con il lettore. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

martedì 5 febbraio 2013

Giornata di preghiera mariana a Santa Maria Maggiore


di Alessandra Scarino

Sabato 9 febbraio 2013 si terrà nel santurario di Santa Maria Maggiore di Trieste una intensa giornata di preghiera a Maria. Il programma prevede la testimonianza della veggente di Medjugorie, Mirjana. Il Vescovo Mons. Crepaldi presiederà la celebrazione eucaristica finale e terrà l’omelia. Purtroppo la stampa locale ha annunciato l’evento con il solito tono ironico e dissacratorio. Abbiamo chiesto a Padre Alessandro Calloni F.I., parroco di Santa Maria Maggiore, di informarci sul significato e le finalità della giornata.

Come è nata l’idea di organizzare questo importante momento di incontro?

È nata da una semplice richiesta di alcuni parrocchiani, quasi buttata là per scherzo, e senza molte speranze di essere accolta, sapendo che il loro Parroco non “nutre” una grande passione per il fenomeno di Medjugorie. Credo, però, che un sacerdote-parroco, debba far sempre prevalere, sulle sue opinioni personali, il bene spirituale dei fedeli e, qualora se ne presenti l’eventualità, se la Chiesa, nella persona del Vescovo, concede il permesso, “soddisfare“ il desiderio dei suoi parrocchiani. Contattai, quindi, Sua Eccellenza Mons. Crepaldi, il quale mi chiese di lasciargli qualche giorno di tempo, per pensarci. Alla sua risposta affermativa, con una “clausola” ben chiara: «sia unicamente un evento di preghiera», si cominciò l’organizzazione del tutto. [leggi tutto]

© Vita Nuova

Il bello della differenza


Il gran rabbino di Francia Bernheim contro le nozze gay, una lezione di laicità

di Giorgio Israel

Se il saggio del gran rabbino di Francia Gilles Bernheim, che ora viene offerto al lettore italiano, avesse contestato il matrimonio omosessuale secondo i principi della legge ebraica, esso non avrebbe avuto la portata e la risonanza che ha invece conosciuto.
Come è chiarito nell’introduzione al saggio, l’autore non ha fatto alcun riferimento ai divieti contenuti nel Levitico e si è riferito piuttosto all’idea generale che la Bibbia offre della problematica del “genere” e alle valutazioni morali connesse. Conformemente all’idea – espressa in un’intervista rilasciata al giornale cattolico francese La Croix il 4 gennaio 2013 – che nella nostra epoca, e anche nell’ambito delle religioni monoteiste, si stia perdendo il senso di cos’è la morale – troppo spesso confusa con un’etica che è divenuta un complesso di norme pratiche frutto di negoziazione tra punti di vista diversi – egli è andato alla ricerca dei principi morali che debbono guidarci nel giudizio e che debbono essere in consonanza con una visione umanistica secondo la quale l’uomo non è né mero oggetto della tecnoscienza né un agente mosso dal solo intento di ottimizzare il proprio benessere. [leggi tutto]

© Il Foglio

Per chi suona Campanini


di Stefano Fontana

Sul numero di gennaio della rivista dei gesuiti Aggiornamenti sociali lo storico e sociologo Giorgio Campanini ribadisce la visione, diciamo così, canonica dei “cattolici democratici” sulla agibilità politica dei princìpi non negoziabili in una democrazia laica.
Nell’ordine egli propone le seguenti valutazioni: non esiste una dottrina dei principi non negoziabili e nemmeno un preciso elenco; gli unici princìpi non negoziabili della Chiesa cattolica sono i dogmi (che pure, egli dice, sono stati negoziati, soprattutto nei concili dei primi secoli: curiosa questa idea che la mediazione produca perfino i dogmi); il Magistero non è mai intervenuto dogmaticamente sui temi che oggi di solito si fanno rientrare nei princìpi non negoziabili; più che dal Magistero i temi propri dei principi non negoziabili derivavano un tempo dal diritto naturale che oggi è definitivamente in crisi; la politica è per sua natura l’ambito del relativo e della mediazione tra valori e visioni diverse; l’appello ai principi non negoziabili svilisce l’autonomia della politica e dell’impegno dei laici rispetto alla gerarchia; compito dei laici impegnati in politica è quello di cercare di realizzare nella forma più alta possibile e perseguendo il male minore i princìpi non negoziabili impegnandosi nella mediazione. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

lunedì 4 febbraio 2013

La verità dell’amore umano e l’ideologia del genere in un documento dei Vescovi spagnoli


di Chiara Mantovani

La Conferenza episcopale spagnola, a conclusione della sua Assemblea plenaria dell’aprile 2012, ha pubblicato un documento dal titolo: “La verità dell’amore umano. Orientamenti sull’amore coniugale, l’ideologia del genere e la legislazione familiare”.
Pur rimarcando i segnali di speranza che sempre possono essere individuati, il Documento non nasconde le ombre che aleggiano sulla società; «aborti, divorzi, lo sfruttamento dei deboli e dei poveri, in particolare i bambini e le donne, gli anticoncezionali e le sterilizzazioni, i rapporti prematrimoniali, il degrado delle relazioni interpersonali, la prostituzione, la violenza nell’ambito familiare, la dipendenza da pornografia, droghe, alcol, gioco d'azzardo e internet». [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

Sulla presunta irreversibilità della secolarizzazione


di S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi

A conclusione delle sue osservazioni sulla secolarizzazione in Occidente, il filosofo Karl Löwith scrive: «Ma se si pensa che ogni spirito immaturo fu lasciato alle sue proprie decisioni nelle cose più importanti, c’è da meravigliarsi che la morale non sia decaduta completamente». Emerge qui che l’emancipazione del temporale dallo spirituale, la sostituzione della salvezza cristiana col progresso, della religione con la scienza non produce alla fine una vera autonomia capace di conservarsi al suo proprio livello, ma produce un “decadimento”. Ed infatti Löwith considera miracoloso che si sia potuto mantenere una pur debole forma di moralità dopo questo distacco. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

«New realism», l’idea è di Maritain

Jacques Maritain

di Vittorio Possenti

Distinguere per unire o I gradi del sapere è una grande esplorazione del mondo del sapere che percorre i vari livelli della conoscenza, dalla scienza alla filosofia della natura e da qui alla metafisica, fino a quelli teologici e mistici che oltrepassano l’ambito della filosofia ma non oltrepassano il perimetro dell’esperienza del soggetto.
In quest’opera che costituisce uno dei massimi documenti filosofici del XX secolo (ma il paragone potrebbe essere allargato al corso della filosofia moderna da Cartesio a noi), il realismo critico (così l’autore lo denomina) fa le sue prove dinanzi ad un quadro del sapere fortemente rivoluzionato dallo sviluppo delle scienze, nonché da un’evoluzione della filosofia nel senso di un crescente abbandono della metafisica. Il realismo integrale di Maritain anticipa di molto i recenti New Realisms e segna un cammino maestro per il futuro, contro la lettura che interpreta il realismo come materialismo e naturalismo. [leggi tutto]

© Avvenire

Come è moderna Famiglia Cristiana


di Mario Palmaro

“Mamma, mamma, che cos’è una lesbica?”. La mamma di Pierino ha un attimo di smarrimento, vacilla, cerca di organizzare la risposta, ma per prima cosa chiede al suo bambino: “Dove hai sentito quella parola? Al telegiornale, a scuola o forse al campo sportivo?”. “No mamma: l’ho letta su Famiglia Cristiana”. Al che la povera genitrice corre in soggiorno a sfogliare la gloriosa rivista cattolica dal nome rassicurante. E qui la povera donna scopre, con sgomento, che Pierino dice la verità. Perché nel numero 2 di Famiglia Cristiana di quest’anno, 13 gennaio, sulla terza di copertina campeggia una pagina di pubblicità ideata dal Dipartimento delle Pari opportunità e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Una pubblicità nella quale si vedono le foto di tre sconosciuti, accompagnate dalla seguente didascalia: “alto”, sotto il primo personaggio; “lesbica” sotto la seconda; “rosso” sotto al terzo, che ha effettivamente i capelli rossi. Segue slogan perentorio: “E non c’è niente da dire”. Segue spiegazione per i più duri di comprendonio: “Sì alle differenze. No all’omofobia”. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

Le nozze gay suicidio dell’Europa


I matrimoni omosex scardinano i valori della famiglia naturale. Unico rimedio alla crisi demografica del continente

di Magdi Cristiano Allam

La legalizzazione del matrimonio omosessuale in Francia e in Gran Bretagna, una realtà già presente in Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Islanda, che è stata accreditata dall'Unione Europa e dal Consiglio d'Europa, evidenzia che in questa Europa è prevalso il relativismo valoriale che scardina le fondamenta della costruzione sociale incentrata sulla famiglia naturale. [leggi tutto]

© Il Giornale

venerdì 1 febbraio 2013

Intervista a mons. Guido Pozzo, Elemosiniere di Sua Santità

Il controverso mito sull’inizio del protestantesimo


di Davide Galati e Luca Pavani

Il 31 ottobre del 1517 un giovane monaco agostiniano di nome Martin Lutero attaccò alla porta della chiesa del castello di Wittenberg “novantacinque tesi sulle indulgenze”. La sua intenzione era di presentare un testo di discussionein accordo con la pratica accademica dell’epoca, ma la sua azione fu interpretata come una sfida alla gerarchia ecclesiastica.
Questo è quello che, più o meno conosciamo tutti. In realtà, come ha spiegato di recente Juanjo Romero, le tesi non erano 95, il manoscritto originale non aveva numerazione, questa fu messa successivamente dai tipografi. Alcune, inoltre, erano “tesi”, altre semplici preghiere; inoltre l’azione di Lutero non seguì la pratica accademica dell’epoca, perché se fosse stato così avrebbe dovuto appenderle in varie località. Molto probabilmente, dunque, il 31 ottobre del 1517 nessuno inchiodò nulla sulla porta di nessuna chiesa. [leggi tutto]

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