giovedì 31 maggio 2012

E il latino si estinse dal Vaticano II


Avvenire ha avuto il coraggio di pubblicare un’intervista dal titolo “E il latino rinacque dal Vaticano II”.
Ma il contenuto è l’esatta negazione del titolo. Il cardinale Giovanni Coppa, esperto latinista al Concilio, si contraddice di continuo.
Prima constata: «Vi fu molta cura e ricercatezza nelle traduzioni. Penso ad alcuni documenti o dichiarazioni come quello sulla libertà religiosa la Dignitatis Humanae o le costituzioni Dei Verbum, Lumen Gentium o la Sacrosanctum Concilium. In questi casi si legge un latino limpido, intriso di reminiscenze bibliche e patristiche.»
Poi ammette: «La Costituzione pastorale Gaudium et spes fu tradotta troppo in fretta e alcuni decreti lasciavano a desiderare riguardo al latino. […] Furono tanti [gli abusi linguistici] soprattutto nei testi  dove vi erano parole presenti nelle lingue moderne, ma non in quella latina. Gli esempi? Vennero fuori parole come Civilizatio, dissensiones radiale o industrializatio, opinio publica che non avevano nulla a che vedere con il latino autentico e con la sua costruzione sintattica. Per esempio la parola actuositas fu adoperata infinite volte per indicare l’attività generosa e zelante, quando, a tale scopo, il latino aveva a disposizione un vocabolario più ricco come industria, navitas o alacritas.»
La verità è che il Vaticano II ha saccheggiato non solo la genuinità del latino, ma ha prodotto testi stucchevoli dal punto di vista grammaticale, formale, strutturale e retorico.
La cosa che addolora di più è quando il cardinale Coppa dice che «il passaggio dal latino alle lingue volgari rappresentò per me, come credo per quelli della mia generazione una benedizione perché capivamo forse più di altri l’anacronismo del latino nella Messa che non veniva capita dal popolo.»
Uno che fa del latino la passione della sua vita pensa sia una benedizione il passaggio alle lingue volgari - dicasi “volgari” - nella liturgia?

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silvio

mercoledì 30 maggio 2012

Castigo di Dio, madre natura tradisce e muore il prete che voleva salvare la Madonna


Non contiamo nulla, va bene. Ma hanno costruito mondi che durano nulla. Ricostruire com’era dov’era, per rispetto dei morti e consolazione dei vivi

di Camillo Langone

Quando la scossa delle 9.02 mi ha svegliato (sì, alle 9.02 ero ancora a letto) ho pensato che fosse l’eco del terremoto che aveva fatto crollare San Pietro sui berretti dell’intera Curia Romana. Il segno che Dio si era definitivamente stancato dei corvi e degli avvoltoi e dei cuculi vestiti di porpora, instancabili divoratori del Corpo di Cristo. Alzatomi senza nessuna fretta, perché il bello del terremoto è che non possiamo farci niente quindi tanto vale mostrarsi flemmatici, ho acceso Internet scoprendo che Bertone era ancora vivo. [leggi tutto]

© Il Foglio

Pubblicate le norme (del 1978) per discernere le rivelazioni private


Normae de modo procedendi in diudicandis praesumptis apparitionibus ac revelationibus” (“Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni”)

«Il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni private” (Propositio 47), il cui ruolo "non è quello... di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica" (Catechismo della Chiesa Cattolica, 67). Il valore delle rivelazioni private è essenzialmente diverso dall’unica rivelazione pubblica: questa esige la nostra fede; in essa infatti per mezzo di parole umane e della mediazione della comunità vivente della Chiesa, Dio stesso parla a noi. Il criterio per la verità di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso.»
Benedetto XVI, Verbum Domini

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silvio

Sainte Jeanne de France - festa liturgica

Santa Giovanna d’Arco prega per la Chiesa
 
 

Scandali e Chiesa, cosa pensa un credente


di Riccardo Zenobi

Non c’è bisogno che faccia il punto della situazione relativa la curia papale, poiché è sotto gli occhi di tutti ciò che sta accadendo, è un fatto palese. Mi limiterò quindi a dire quali corde tocca una cosa del genere nel cuore di un fedele. Io amo la Chiesa, in quanto so che è corpo mistico di Cristo, continuazione della Sua presenza tra gli uomini e sacramento dell’unità dei cristiani; ciò detto devo sgombrare il campo da un equivoco che coglie non pochi fedeli, ossia la confusione tra Chiesa e uomini di Chiesa. Nell’ecclesiologia cattolica la Chiesa non si riduce alla somma delle persone che ne fanno parte, tantomeno alla gerarchia ecclesiastica, poiché questi sono solo parti di essa, la cui natura profonda è ben distinta dai loro componenti. [leggi tutto]

© Il Pubblicano

martedì 29 maggio 2012

Chiesa cattolica: che cosa succede in Vaticano?


di Roberto de Mattei

Che cosa succede in Vaticano? I cattolici del mondo intero si domandano costernati qual è il senso delle notizie che esplodono sulla stampa e che sembrano rivelare l’esistenza di una guerra ecclesiastica interna alle Mura Leonine, la cui portata è artatamente ingigantita dai mass media. Però, se non è facile capire che cosa succede, si può tentare di capire perché tutto ciò oggi accade. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

Riunione Alleanza Cattolica

La Tecnocrazia - comincia al minuto 20 !!!
   
Watch live streaming video from vm4860 at livestream.com

lunedì 28 maggio 2012

La storia della Chiesa lo insegna: mai confondere l'involucro con la perla


di Vittorio Messori

E’ il riflesso condizionato della professione. Comprensibile, forse doveroso, ma che talvolta pare un po’ abusivo. Parlo del setaccio cui i giornali sottopongono i testi papali per trovarvi qualche allusione agli eventi dell’attualità ecclesiale. Al proposito, ho letto con attenzione il testo completo dell’omelia pronunciata ieri da Benedetto XVI alla messa di Pentecoste. Dicono che l’abbia scritta tutta di suo pugno, a differenza di molte altre cose in cui si limita a rivedere quanto preparatogli secondo le sue istruzioni, orali o scritte. Vi ho trovato una pagina di alta spiritualità, un pressante appello non solo ai fedeli ma all’umanità intera a ritrovare comprensione e comunione, abbandonando tanti contrasti, risolti magari con la violenza. [leggi tutto]

© et-et.it

Vatileaks


 «La Curia romana è sempre stata un nido di vipere. Ma una volta, almeno, era la più efficiente organizzazione statale del mondo. Amministrava un impero sul quale non tramonta mai il sole, e aveva una diplomazia senza eguali. Oggi cos’è rimasto?».
«Lo scadimento qualitativo è evidente. Non ci sono più nemmeno latinisti all’altezza. Quando fu eletto papa Luciani, si arrivò perfino a bloccare le rotative dell’Osservatore Romano perché c’era un errore di latino nel titolo di prima pagina. Anche nelle ultime encicliche di Giovanni Paolo II ci sono errori di latino, pensa un po’».

«È stato allora che abbiamo capito che il Papa non sarebbe riuscito a imporsi a Bertone e abbiamo deciso di agire. Le lettere spedite da Viganò a Benedetto XVI e al Segretario di Stato sono le prime che abbiamo fatto uscire…».
Riportato da Andrea Tornielli

«Ma in queste ore spasmodiche, è anzitutto la crisi di governo a risultare evidente, una crisi il cui principale responsabile resta secondo molti il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato».

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silvio

giovedì 24 maggio 2012

Toniolo 1 e 2


Una lettura deformata di Giuseppe Toniolo

di Stefano Fontana

Lo scorso 29 aprile 2012 è stato beatificato a Roma Giuseppe Toniolo. Nell’occasione molti giornali ne hanno parlato e sono stati anche pubblicati numerosi libri. La linea dominante è stata però quella della deformazione. Un caso tipico è stato il libro “Giuseppe Toniolo. Alle origini del movimento cattolico” di Ernesto Preziosi (Paoline, Milano 2012). Giuseppe Toniolo è stato presentato come un anticipatore di tutto quello che è venuto dopo, un anticipatore dello stesso Vaticano II. [leggi tutto]

Giuseppe Toniolo: alle origini della Dottrina sociale della Chiesa

di Stefano Fontana

Giuseppe Toniolo è stato beatificato a Roma, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura il 29 aprile 2012. Nato a Treviso nel 1845, sposato con Maria Schiratti, padre di sette figli, autore del Programma dei cattolici di fronte al socialismo nel 1874, docente di economia politica a Pisa dal 1879, fondatore nel 1889 dell’Unione cattolica per gli studi sociali e nel 1893 della “Rivista internazionale di Scienze sociali”, animatore del movimento cattolico, presidente dell’Unione Popolare dopo lo scioglimento dell’Opera dei congressi, principale organizzatore della prima Settimana sociale a Pisa nel 1907, Toniolo visse nel periodo di Leone XIII e di Pio X. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân

Festa liturgica di Nostra Signora di Sheshan

Nostra Signora di Sheshan


至圣童贞玛利亚
降生圣言之母,又是我们的母亲
您在佘山圣殿被尊称为「进教之佑」
整个在中国的教会满怀热爱瞻仰您
今天我们投奔您台前,求您护佑
请垂顾这天主子民,并以母亲的关怀
带领他们,走上真理与仁爱的道路
使他们在任何境况下
都能成为促进全体人民和谐共处的酵素

您在纳匝肋顺从主旨,说了「是」
让永生天主子在您贞洁的母胎中取得肉躯
使救赎工程从此在历史中展开
您又恳挚地奉献自己协助这工程
让痛苦的利刃刺透您的心灵
直到最后的重要时刻,在加尔瓦略山上,十字架下
当您圣子牺牲自己,使世人获得生命时
伫立在祂身旁

从那时开始,为一切在信仰中追随您圣子耶稣
并跟着祂背起十字架的人
您以一种崭新的形式,成了他们的母亲
希望之母,您在圣周六的黑暗中,
怀着坚定不移的信心,迎接复活节的黎明
请将这分辨的能赏给您的子女
使他们在任何处境中,即使是最黑暗的时刻
仍能见到天主亲临的标记

佘山圣母,请援助那些在日常劳苦中
继续相信、希望、和实践爱德的中国教友
使他们永不惧怕向世界宣讲耶稣
并在耶稣跟前为世界祈祷
您以塑像的形态,矗立于佘山圣殿顶,高举张开双臂的圣子
向世界展示祂对世人的深爱
请帮助天主教友常作这大爱的可信见证人
并使他们与教会的磐石伯多禄结合在一起
中国之母,亚洲之母,现在直到永远,请常为我们祈求。亚孟

Card. Zen: Giornata di preghiera, il conforto della Chiesa universale per i cattolici cinesi perseguitati

华圣母

Parigi (AsiaNews/Eda) - La Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, che si celebra domani 24 maggio, è un «conforto» per le comunità cattoliche cinesi ancora oggi perseguitate da un regime che vuole dominarle. La Giornata è anche espressione della cura e della «inquietudine» del papa per la Chiesa in Cina. Così il card. Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, spiega il valore della Giornata voluta da Benedetto XVI, in contemporanea con la festa della Madonna di Sheshan, il santuario nazionale cinese, a poche decine di chilometri da Shanghai. Il card. Zen si trova in Francia per partecipare alla «Notte dei testimoni», un incontro preparato a cura di «Aiuto alla Chiesa che soffre». [leggi tutto]

© AsiaNews

mercoledì 23 maggio 2012

Il Martirio di San Massimiliano M. Kolbe


di Padre Alessandro M. Apollonio, FI

Ricorre il 70° anniversario del martirio di san Massimiliano (14 agosto 1941). È passato il tempo del nazismo hitleriano, ma i cristiani continuano a morire sotto i colpi di una maligna, subdola, persecuzione: «Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso a causa della sua fede. Nel 2011 si stima che saranno 105 mila le vittime della persecuzione contro i cristiani. Tra il 2000 e il 2010 le vittime sono state 160 mila all’anno, mentre nel XX secolo sono stati 45 milioni i cristiani uccisi a motivo della loro religione» (M. Introvigne, in www.vaticaninsider.com). [leggi tutto]

© Il Settimanale di Padre Pio

L’ipocrisia televisiva


di Annalisa Colzi

Quando a San Pio da Pietrelcina fu riportata, con tanto entusiasmo, la notizia di una nuova invenzione chiamata televisione, visibilmente dispiaciuto disse: «Certo, è una bella invenzione, ma vedrete l’uso che se ne farà». I risultati di tale profezia, in effetti, sono sotto gli occhi di tutti. Ma, il Santo del Gargano, non fu il solo a temere lo sfascio della società grazie a questa invenzione, infatti anche il grande papa Pio XII ne avvertì il sentore e scrisse al riguardo addirittura un’enciclica, la Miranda Prorsus in cui, fra le altre cose, si dice: «Questi nuovi mezzi, come tutti sanno, hanno un potente influsso sul modo di pensare e di agire degli individui e delle comunità». Ed invero è proprio così. La televisione ha sulla psiche dell’uomo un impatto violento e capace di cambiare posizioni ed idee personali o religiose. [leggi tutto]

© Il Settimanale di Padre Pio

Famiglia: le pericolose ambiguità del governo Monti


di Stefano Fontana

Mentre viene celebrata la giornata mondiale della famiglia voluta dall’Onu e siamo alla vigilia dell’incontro mondiale delle famiglie con Benedetto XVI a Milano, il governo italiano è sempre più pericolosamente ambiguo proprio su questo tema centrale dell’agenda politica.
Nella conferenza Stato-regioni sulla famiglia è avvenuto un fatto piuttosto inquietante. Dal testo del Piano per la famiglia è stato eliminato il seguente passaggio, di valore decisivo: «per quanto riguarda la distinzione tra famiglie legali e famiglie di fatto, essa vale quando sia necessaria l’osservanza dei requisiti ex art. 29 della Costituzione per motivi di carattere giuridico, fiscale e amministrativo, oltre che per ragioni di efficacia e di equità sociale». Insomma, il vincolo dell’articolo 29 è stato messo in ombra. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân

Preghiera quotidiana


di Camillo Langone

Cari ex friulani che fate la coda per ascoltare il Dalai Lama a Udine (vi chiamo ex friulani perché voltare le spalle ai santi Ermacora e Fortunato, a san Paolino d’Aquileia e al beato Marco d’Aviano fa di voi degli apolidi), quando uscirete dal Palasport Carnera andatevi a comprare “Contro il buddismo” di Roberto Dal Bosco (Fede & Cultura). [leggi tutto]

© Il Foglio

Marcia per la Vita: il nervosismo di Carlo Casini


di Alfredo De Matteo

Lo straordinario successo della Marcia Nazionale per la Vita del 13 maggio ha avuto l’effetto di “sparigliare le carte” all’interno del mondo pro-life italiano. Finora, infatti, il Movimento per la Vita ha rappresentato pressoché l’unico soggetto riconosciuto a livello ufficiale a portare avanti le strategie in difesa della vita innocente. Carlo Casini ha goduto soprattutto dell’appoggio incondizionato della CEI che ha sostenuto e finanziato la linea operativa del Movimento per la Vita.
Buona parte dei numerosi ed encomiabili volontari della nota associazione pro-life ha mal sopportato la linea accomodante e poco incisiva portata avanti dai vertici in oltre trent’anni di attività; linea che non ha condotto ad alcun risultato politico significativo tanto che le conquiste ottenute dal fronte abortista si sono susseguite con prevedibile regolarità. Il fatto nuovo costituito dalla Marcia Nazionale per la Vita è riuscito ad intercettare il malcontento del mondo pro-life italiano, stanco di essere rappresentato da un politico occupato a curare il proprio orticello. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

martedì 22 maggio 2012

Chiesa militante


«Oggi la parola ecclesia militans è un po’ fuori moda, ma in realtà possiamo comprendere sempre meglio che è vera, porta in sé verità. Vediamo come il male vuole dominare nel mondo e che è necessario entrare in lotta contro il male. Vediamo come lo fa in tanti modi, cruenti, con le diverse forme di violenza, ma anche mascherato col bene e proprio così distruggendo le fondamenta morali della società».
«Sant’Agostino ha detto che tutta la storia è una lotta tra due amori: amore di se stesso fino al disprezzo di Dio; amore di Dio fino al disprezzo di sé, nel martirio. Noi siamo in questa lotta […]».


Annoto che la parola ecclesia militans è un po’ fuori moda forse anche perché Giovanni XXIII disse: «Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore […]» (Discorso solenne di apertura del Concilio Vaticano II, 1962).

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silvio

Perché il Vaticano conosce la sua serpe in seno ma non la rimuove

Gianluigi Nuzzi

di Paolo Rodari

Si chiama Luigi Martignani ed è un frate cappuccino “minutante” della segreteria di stato vaticana. E’ lui che per volere del sostituto Giovanni Angelo Becciu ricopre il ruolo di segretario della commissione d’inchiesta vaticana incaricata dal Papa di fare chiarezza su Vatileaks, l’uscita di documenti riservati finiti nelle redazioni di alcuni quotidiani e che formano anche il corpo dell’ultimo libro del giornalista Gianluigi Nuzzi “Sua Santità” (Chiarelettere). [leggi tutto]

© Il Foglio

lunedì 21 maggio 2012

L’assolutismo democratico avanza sulle piste tracciate dalle agenzie della corruzione


di Piero Vassallo

All’autorità politica è assegnato lo speciale compito di tutelare la pacifica attività dei preesistenti corpi sociali. Lo stato ha infatti lontana origine da esigenze avvertite da corpi sociali già costituiti e ordinati.
Monarchico, aristocratico o democratico, il potere statale presuppone l’esistenza di un popolo esistente in conformità con i princìpi morali, che lo hanno separato dalla massa anarchica e selvaggia.
“Lo Stato”, secondo la dottrina insegnata da Pio XII nel Radiomessaggio del Natale 1944, discorso indirizzato a un'umanità intossicata dalla mitologia intorno al potere assoluto della politica, “non contiene in sé e non aduna meccanicamente in un dato territorio un agglomerato amorfo d’individui. Esso è, e deve essere in realtà, l’unità organica e organizzata di un vero popolo”. [leggi tutto]

© Riscossa Cristiana

Vent'anni dopo Il Catechismo della Chiesa Cattolica per la Nuova Evangelizzazione

Alleanza Cattolica - Sabato 19 maggio 2012 - Sala San Pio X, Roma
     

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venerdì 18 maggio 2012

Pacelli segretario di Stato di Pio XI contro Hitler


Dall’archivio del primate di Spagna Gomá nuove testimonianze dell’impegno anti-nazista di Pio XII

di Giuseppe Brienza

Sul carattere sistematicamente contrario all’ideologia ed alla politica nazionalsocialiste dell’intero pontificato di Pio XII (1939-1958), in risposta al celebre saggio dello storico inglese John Cornwell, che lo definì invece il “Papa di Hitler” (cfr. Hitler's Pope: The Secret History of Pius XII, Penguin, Londra 1999, 2a edizione: 2008), ha già scritto una ampia e documentata confutazione il rabbino americano David G. Dalin (cfr. The Myth of Hitler’s Pope. How Pope Pius XII Rescued Jews from the Nazis, Regnery Publishing, Washington, 2005). Sull’avversione di Pacelli al regime hitleriano fin da quando, a partire dal 1930, fu nominato cardinale segretario di Stato di Pio XI (1922-1939), mancavano invece documentazioni inoppugnabili come quelle contenute nei tredici volumi dell’archivio del cardinale Isidro Gomá (1869-1940), primate di Spagna durante gli anni Trenta, presentati il 26 aprile scorso all’Archivio Storico Nazionale di Madrid. [leggi tutto]

© Vatican Insider

“Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”


Messaggio di Benedetto XVI per la XLVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali - Domenica, 20 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle,
all’avvicinarsi della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012, desidero condividere con voi alcune riflessioni su un aspetto del processo umano della comunicazione che a volte è dimenticato, pur essendo molto importante, e che oggi appare particolarmente necessario richiamare. Si tratta del rapporto tra silenzio e parola: due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato. [leggi tutto]

Andrea Tornielli a Trieste per il libro su Gesù di Benedetto XVI

Le citazioni spot dei cattolici


di Stefano Fontana

Nel mondo cattolico si parla spesso per slogan e per citazioni standard: sempre quelle, estrapolate dal contesto, ripetute anche a sproposito. Giovanni XXIII sembra abbia solo criticato i “profeti di sventura” nel discorso di apertura del Vaticano II e poi abbia taciuto per sempre. Sembra che Giovanni Paolo II in 25 anni di pontificato abbia detto solo la frase «aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!». [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 17 maggio 2012

“Famiglia, impresa, credito, comunità”


Prolusione di Mons. Giampaolo Crepaldi al Convegno Fondazione Magna Carta Nord Est - Treviso

Introduzione al tema

Il quadro del passato

Questo convegno si tiene nel Nordest, termine con cui si designa la regione che un tempo veniva chiamata “Il Veneto” o “le Venezie”. Il soggetto promotore ed organizzatore stesso si chiama Fondazione Magna Carta Nord Est. L’espressione Nord Est è certamente più comprensiva delle identità etniche e culturali non venete presenti storicamente in queste regioni, che l’espressione “Il Veneto”, seppure innocentemente, invece trascurava. Per lo stesso motivo, è però anche una espressione più generica e meramente geografica. Ora, per affrontare il tema del convegno credo che bisognerà parlare non tanto di Nord Est quanto proprio di Veneto, o di Venezie, dato che nell’ambiente religioso e sociale tipico della “veneticità”, come è noto a tutti, compresi i tanti studiosi internazionali che hanno studiato il fenomeno, si è creato nel passato un contesto di circolarità virtuosa tra famiglia, impresa, credito e comunità. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

Chi tocca la 194 muore


di Roberto de Mattei

Chi tocca la 194 muore. Non di morte fisica come i cinque milioni di bambini vittime, dal 1978, di quella legge; ma di morte mediatica, inflitta attraverso le accuse di «fascismo», «omofobia», «integralismo anticonciliare», e così via. Gli oltre 15.000 partecipanti alla Marcia per la Vita svoltasi a Roma il 13 maggio hanno fatto sentire con forza la loro voce contro il massacro degli innocenti, senza cedere all’aggressione mediatica, iniziata già qualche giorno prima della Marcia, per ridurli al silenzio.
Lasciamo a loro la parola e per tutti al superiore generale degli Orionini, don Flavio Peloso, che ha partecipato con una folta delegazione: «È davvero penoso, dopo la giornata di sole e di luce vissuta ieri con la Marcia per la Vita a Roma, assistere all’assalto di quanti hanno classificano i manifestanti come «integralisti, negazionisti, razzisti e omofobi» (dichiarazione di Dario Nanni, consigliere del Pd al Comune di Roma). Io e gli altri 15.000 manifestanti eravamo persone normali, di tutte le età, condizioni di vita, giovani, donne, bambini e famiglie intere; molti cristiani questo sì. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

Impenitenza


Si moltiplicano le esternazioni (e le scelte) gravissime di pastori che continuano indisturbati - e chi non li disturba è doppiamente colpevole - a tradire il Vangelo di Cristo.
Ad esempio, il cardinale Cristoph Schönborn, a proposito della vicenda Florian Stangl, rilascia ad Andrea Tornielli quanto segue:

«Perché allora ha deciso di non intervenire?» - chiede Tornielli.

«Perché dobbiamo riconoscere che non solo quelli che vivono in una situazione oggettiva di disordine morale, ma noi tutti, abbiamo bisogno di perdono e di misericordia. […]», risponde Schönborn.

Ma il perdono e la misericordia Cristo li concede solo ai penitenti, cioè a coloro che chiedono espressamente di essere salvati. Florian Stangl, da impenitente, non è affatto pentito e continua a praticare l’omosessualità (materia grave + circostanze aggravanti + deliberato consenso = peccato mortale). Con il beneplacito di chi dovrebbe avere cura della sua salvezza eterna.

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silvio

mercoledì 16 maggio 2012

Quando il fisco diventa brutale


di Guido Vignanelli

[...] Senza avere la pretesa di valutare tecnicamente la situazione attuale, possiamo comunque ricordare i principi basilari della dottrina sociale della Chiesa, stranamente dimenticati dalla pastorale odierna, rispondendo ad alcune domande generali che possono aiutare il contribuente a trovare una soluzione concreta.

Può lo Stato tartassare i cittadini per assicurare l'assistenzialismo?

Dato che il fine delle pubbliche finanze sta nell'assicurare le condizioni economiche del bene comune, la quantità e la gravità delle imposte hanno la loro giustificazione solo nella misura in cui corrispondono equamente all'ampiezza e alla qualità dei servizi assicurati dallo Stato.
Nondimeno, anche ammettendo che il fisco aumenti le tasse solo per ampliare o migliorare i servizi sociali, si pone comunque un problema: fino a che punto lo Stato può accentrare e monopolizzare tali servizi, per poi chiedere ai cittadini un aumento della contribuzione? E' chiaro, infatti, che quanto più numerosi e complessi saranno i servizi accentrati dallo Stato, tanto più onerosi ne saranno i costi sociali, sotto forma appunto di tasse. Se l'autorità politica s'incarica di gestire non solo l'ordine pubblico e la pubblica amministrazione, ma anche scuola, sanità, previdenza sociale, poste, trasporti e addirittura attività industriali e agricole, ha poi diritto di chiedere ai cittadini tasse esose per mantenere questo carrozzone? [leggi tutto]

© Cristianità, 20 (1992) novembre, n. 211, p. 3-4

martedì 15 maggio 2012

Sotto il bel sole della vita per dire no all’aborto. Chi ha visto dei visi torvi?


di Francesco Agnoli

La marcia su Roma, temuta dal consigliere romano del Pd Dario Nanni, non c’è stata. Nessun figuro con muso torvo, e simboli strani, ha assalito con spranghe neri che passavano di là per caso; neppure un bar è stato assalito, per la sete che a volte fa sragionare anche i più moderati. I duecento pullman messi a disposizione dal sindaco Alemanno, che forse Nanni temeva potessero essere usati come arieti, non sono mai esistiti neppure quelli. Se non nella realtà virtuale raccontata da Corriere e Repubblica, che preferiscono parlare di presunte spese pazze del sindaco Alemanno (buono, quando appoggia il Gay pride, deplorevole quando cammina con i pro life), che di argomenti seri su cui forse non hanno riflettuto abbastanza. [leggi tutto]

© Il Foglio

lunedì 14 maggio 2012

Messa in volgare, sì. Ma almeno sia tradotta bene

Uwe Michael Lang

Nel passaggio dal latino alle lingue moderne molte ricchezze dei testi originali sono andate perdute. In un libro, il liturgista più stimato dal papa fa l'inventario dei danni. E spiega come rimediare

di Sandro Magister

La discussione sui criteri per la traduzione dei testi latini del messale romano è più che mai vivace, dopo la lettera scritta da Benedetto XVI ai vescovi tedeschi e riprodotta integralmente in www.chiesa:

Ma in questi stessi giorni è uscito negli Stati Uniti un libro che accenderà ancor di più la discussione:

Il paese d'uscita del libro, gli Stati Uniti, è anche quello nel quale - dalla prima domenica di Avvento dello scorso anno - è entrata in uso una nuova traduzione in inglese del messale romano che risponde proprio ai criteri esposti da Benedetto XVI e magnificamente argomentati e documentati nel libro: criteri da cui la traduzione precedente era lontanissima. [leggi tutto]

© www.chiesa.espressonline.it

venerdì 11 maggio 2012

Intervista a Andrea Tornielli


di Silvio Brachetta

Più che saggi, il cronista e scrittore cattolico Andrea Tornielli, produce tomi di giornalismo d’inchiesta: quasi un nuovo genere letterario, almeno da quando Vittorio Messori fece scuola con il suo “Ipotesi su Gesù” (1976) e ridestò l’apologetica. Attività meritoria e tutt’altro che statica, quella di Tornielli, che è riuscito a pubblicare una cinquantina di libri. E sono scritti di puro contenuto: vite di papi, inchieste sui miracoli, su Gesù o sui luoghi di devozione mariana.
Lo abbiamo intervistato a proposito dell’opera in due volumi “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI.

Dott. Tornielli, Benedetto XVI si è avvalso, nella redazione dei libri su Gesù, anche del metodo storico-critico, che è un approccio al testo di tipo scientifico, mediante discipline filologiche o papirologiche. Quali sono i limiti e i meriti che il Papa riconosce a questa metodologia?

Per certi versi, questo metodo, è anche una conquista. Ricordiamoci dell’Enciclica “Divino afflante Spiritu” (1943) del Pontefice Pio XII, che apre al metodo storico-critico. Ma, allo stesso tempo, Benedetto XVI dice che non può bastare semplicemente questo approccio, perché c’è anche una conoscenza del mistero di Cristo e della figura di nostro Signore che passa attraverso un incontro reale con Lui, nella nostra vita. La cosa interessante del secondo libro, come anche del primo, è che si tratta di un’opera scritta da un innamorato. Per questo, allora, non è un lavoro esclusivamente scientifico - e, di certo, seriamente scientifico. Si può considerare, lo ripeto, un’opera scritta appunto da un innamorato. Quella che coinvolge l’amore è una conoscenza che va oltre il metodo scientifico.

In che modo le discipline filologiche o storiografiche possono offrire argomenti portanti alla storicità di Gesù Cristo?

Il metodo storico-critico è una metodologia di approccio al testo evangelico. I Vangeli, al di là del metodo che si è scelto di adottare, contengono tanti indizi importanti di storicità. Innanzi tutto, è da evidenziare che non si è trovato nemmeno un mezzo versetto del Vangelo che sia stato contraddetto da una qualche scoperta storica, archeologica o papirologica. Anzi, più ci si addentra nelle conoscenze offerte da queste scienze, che non sono propriamente attinenti all’esegesi [interpretazione del testo, ndr], maggiori sono le conferme al fatto che il racconto dei Vangeli è perfettamente calato nel proprio tempo. E, per tale motivo, il racconto è perfettamente coerente con quel tempo. Quindi, parallelamente al procedere della ricerca scientifica, si trovano più numerosi riscontri alla storicità dei Vangeli.

Qual è il capitolo o l’argomento che più l’ha interessata?

Le pagine che mi hanno maggiormente colpito sono nel capitolo sulla Resurrezione, dove il Papa parla della novità del risorgere dai morti: ovvero, di ciò che potremmo chiamare un grande big bang. Credo valga la pena di leggere i libri anche solo per questo capitolo.

E qual è la peculiarità dell’opera, di fronte ad altre importanti “vite di Gesù” di altri autori?

Non è una “vita di Gesù” del tipo, ad esempio, di quella dell’abate Giuseppe Ricciotti. È piuttosto un libro fatto da un sacerdote che vuole mostrare come il modo più ragionevole per presentare il Cristo della fede è indicare il Gesù della storia. Cioè le due figure coincidono. I libri sono stati scritti dal Papa per recuperare la frattura tra le due figure; frattura che in realtà non c’è. È questo il modo più ragionevole per leggere il Gesù della storia e il Cristo della fede.

© Vita Nuova