lunedì 30 aprile 2012

“Per molti” o “per tutti”?


di Gianni Valente

Una volta tanto, Benedetto XVI ha voluto parlare in tedesco affinché il messaggio arrivasse chiaro e distinto a tutti, italiani compresi. La lettera firmata il 14 aprile scorso per i vescovi suoi connazionali affronta in maniera articolata la vicenda delle formule post-conciliari di consacrazione del vino durante le celebrazioni eucaristiche. Un intervento deciso per ribadire le indicazioni già espresse in merito dalla Sede Apostolica all’inizio del pontificato ratzingeriano, che finora avevano trovato scarsa ricezione da parte di episcopati - come quello italiano - solitamente solleciti nell’allinearsi ai suggerimenti pastorali e liturgici inviati da Oltretevere. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Beatificazione


«Un saluto speciale rivolgo ai pellegrini riuniti nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove stamani è stato proclamato Beato Giuseppe Toniolo. Vissuto tra il XIX e il XX secolo, fu sposo e padre di sette figli, professore universitario ed educatore dei giovani, economista e sociologo, appassionato servitore della comunione nella Chiesa. Attuò gli insegnamenti dell’Enciclica Rerum novarum del Papa Leone XIII; promosse l’Azione Cattolica, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, le Settimane Sociali dei cattolici italiani e un Istituto di diritto internazionale della pace».

A proposito della beatificazione di Giuseppe Toniolo, il sito Totus Tuus offre alcuni testi sulla dottrina sociale del beato, nonché la biografia.
Per il download dei libri occorre la registrazione al sito.

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silvio

domenica 29 aprile 2012

Sei antìstrofe

Non voglio abitare
una casa in primavera.
Voglio abitare la primavera.

Non desidero viaggiare
per un paese lontano.
Preferisco andare lontano
dentro le vecchie mura
del mio paese.

Non amo arrossire
come le rose.
Amo invece il blu della notte
e il verde spumoso del mare.

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silvio

venerdì 27 aprile 2012

Stella Maris a favore della gente di mare


di Silvio Brachetta

«Passiamo dall’altra parte» (Mc 4, 35) dice «Gesù sulla sponda del mare, mentre cammina sulla riva e guarda davanti a sé». Dice questo poiché, nella Bibbia, «il mare simboleggia spesso tutto ciò che è pesantezza, asprezza, impraticabilità del percorso che gli uomini sono impiegati a fare e ad affrontare. La storia umana è come sbarrata e recinta da questo mare». Così il nostro Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi ha introdotto il proprio intervento durante la tavola rotonda su “Chiesa, gente di mare, welfare a Trieste” del 21 aprile scorso, presso l’auditorium del Molo IV. L’incontro è nato da una collaborazione tra l’Associazione Stella Maris di Trieste, il Comitato territoriale per il welfare della gente di mare, l’Apostolato del mare italiano e la Federazione nazionale Stella Maris. La costituenda Associazione, in particolare, intende provvedere all’«urgenza pastorale del Vescovo» - come lo stesso mons. Crepaldi ha dichiarato - «di un apostolato diocesano specifico per coloro che lavorano in ambito marittimo e portuale». [leggi tutto]

© Vita Nuova

Sentinelle del mattino per l'evangelizzazione


di Silvio Brachetta

Ci sono alcuni sacerdoti che sanno trarre dal tesoro della vita cose nuove e cose antiche, come il padrone di casa del Vangelo secondo Matteo (13, 52). Non sembrano badare alla modernità, se devono utilizzare i mezzi di comunicazione e continuano ad abitare il presente, quando attingono agli splendori del passato. Uno di questi è don Andrea Brugnoli, della diocesi di Verona, fondatore delle Sentinelle del mattino: da quasi tre lustri, assieme a giovani e meno giovani, ha escogitato un nuovo modo di evangelizzare. Lo abbiamo contattato per saperne di più. [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 26 aprile 2012

Chi ci guadagna dai guai di Cielle


di Paolo Rodari

Alcuni lo chiamano “effetto Formigoni”. Mentre per altri i problemi del presidente lombardo “sono solo una coincidenza”. Sta di fatto che in Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Amati e protetti da Giovanni Paolo II che arrivò a dire: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso”, stimati dal cardinale Joseph Ratzinger che a Roma amava conversare con Angelo Scola e Hans Urs von Balthasar di teologia e che appena eletto al soglio di Pietro volle accanto a sé quattro laiche consacrate appartenenti a Cl per prestare i servizi nel proprio appartamento, oggi non sono più così centrali nello scacchiere ecclesiale. [leggi tutto]

© Il Foglio

martedì 24 aprile 2012

Francescano vero


«La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».
Sant’Antonio di Padova, Sermoni

Troppo conosciuto per i miracoli e troppo poco per la dottrina fu il portoghese Fernando Martim de Bulhões y Taveira de Azevedo, alias Antonio di Padova, Dottore della Chiesa.
San Francesco lo destinò allo studio della teologia e fu conosciuto, per l’efficacia della sua predicazione, come malleus haereticorum, cioè “martello degli eretici”.
Schietto, assiduo al confessionale, Sant’Antonio non le mandava a dire:

«Razza maledetta, sono cresciuti forti e innumerevoli sulla terra, e hanno denti di leone. L'usuraio non rispetta né il Signore, né gli uomini; ha i denti sempre in moto, intento a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveri, degli orfani e delle vedove… E guarda che mani osano fare elemosina, mani grondanti del sangue dei poveri. Vi sono usurai che esercitano la loro professione di nascosto; altri apertamente, ma non in grande stile, onde sembrare misericordiosi; altri, infine, perfidi, disperati, lo sono apertissimamente e fanno il loro mestiere alla luce del sole».

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silvio

Lo sviluppo alla luce della Caritas in Veritate


Una raccolta di saggi per rinnovare e alimentare lo sviluppo integrale delle persone

di Fabio Trevisan

ROMA, sabato, 21 aprile 2012 (ZENIT.org) - Il libro “Ripensare lo sviluppo. Sfide e prospettive dalla Caritas in veritate”, (Vita e Pensiero, Milano 2011) si colloca nell’orizzonte dello sviluppo umano integrale che, sottolineato precedentemente da Paolo VI nella Populorum Progressio, ha avuto un’acuta e lungimirante ripresa nella Caritas in veritate.
Il volume raccoglie una serie di saggi stimolanti per ripensare lo sviluppo alla luce dell’Enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate e merita una lettura approfondita per cogliere, come nell’intento degli Autori, le sfide e prospettive del Magistero della Chiesa.
Nell’Introduzione al libro i Curatori “hanno guardato al di là degli aspetti esclusivamente tecnici, nella convinzione che le cause del sottosviluppo non siano primariamente di ordine materiale e che il mondo soffra anche - e forse soprattutto - per ‘mancanza di pensiero’, come oltre quarant’anni fa già aveva intuito Paolo VI nella Populorum Progressio”. [leggi tutto]

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roberto

lunedì 23 aprile 2012

Se alla Santa Messa si canta Ligabue

Piermario Morosini

di Antonio Socci

Ma i vescovi e i preti credono ancora alla vita eterna? Spero di sì, ma dovrebbero farcelo capire. Specie nei funerali, in particolare quelli di personaggi famosi.
Ho letto, per esempio, le cronache sul rito funebre del giovane calciatore Piermario Morosini che pure “Avvenire” ha messo in prima pagina con una grande foto notizia e questo titolo: “L’ultimo gol di Morosini. Folla ed emozione ai funerali a Bergamo”. Un altro sommario del giornale dei vescovi diceva: “Lacrime, canzoni e applausi. Commovente il ricordo del suo parroco”. [leggi tutto]

© Lo Straniero

Fervore e sobrietà


«Poiché la risurrezione non cancella i segni della crocifissione, Gesù mostra agli Apostoli le mani e i piedi».

«San Gregorio Magno commenta che “il pesce arrostito al fuoco non significa altro che la passione di Gesù Mediatore tra Dio e gli uomini”».

«Cari amici, nel tempo pasquale la Chiesa, solitamente, amministra la Prima Comunione ai bambini. Esorto, pertanto, i parroci, i genitori e i catechisti a preparare bene questa festa della fede, con grande fervore ma anche con sobrietà».

Benedetto XVI - Regina Caeli, 22/04/2012

Cina, dialogo e conciliazione con il Vaticano


di Gian Guido Vecchi 

In Cina è atteso il cambio al vertice del partito comunista, nel congresso di autunno Xi Jinping sostituirà Hu Jintao come segretario generale: il cambio di leadership, eminenza, potrà migliorare le relazioni tra il governo e la Chiesa cattolica? «Speriamo e preghiamo per questo. Spero ci sia dialogo perché nessun problema può essere risolto senza dialogare». Il cardinale John Tong Hon, vescovo di Hong Kong, dimostra meno dei suoi 72 anni, ha appena finito di dire messa ed ora, nella sagrestia del Santuario “Santa Maria Regina degli Apostoli” a Roma, sorride appena mentre spiega la cosa fondamentale: «Il dialogo sincero deve quantomeno mirare a trovare una soluzione in cui tutti siano vincitori». [leggi tutto]

© Corriere della Sera

Meno partiti, più società


di Stefano Fontana

Tutti dicono che sta montando nel Paese l’antipolitica. Il presidente Giorgio Napolitano invita a distinguere tra le mele marce e i partiti come tali che, a suo dire, ospitano anche tanti militanti onesti e, soprattutto, sono una struttura fondamentale della democrazia perché fanno transitare le istanze dalla base alle istituzioni. Però il quadro delle malversazioni, sia nell’utilizzo anomalo dei finanziamenti pubblici sia per i casi di corruzione e concussione, è talmente vasto e trasversale da motivare un senso di scoraggiamento. Che però non dovrebbe diventare impolitico o antipolitico e cadere nel moralismo populista, ma elaborare riflessioni e nuove idee. [leggi tutto]

© La Bussola Quotidiana

venerdì 20 aprile 2012

Non apprezzo i monaci atei


di Paolo Rodari

“Per aver detto ciò che penso su Enzo Bianchi mi danno del cattolico tradizionalista, pigiando con disprezzo sull’aggettivo, ma io non mi sento tale, mi sento piuttosto cattolico punto e basta, uno che senza offendere nessuno cerca di difendere la vera teologia dai falsi profeti, da coloro che dicono di fare teologia e invece altro non fanno che una squallida filosofia religiosa. Bianchi è uno di questi”.
Del clero romano, già decano della facoltà di Filosofia alla Pontificia università lateranense, “il più solido filosofo metafisico che le facoltà teologiche romane e italiane abbiano conosciuto dopo padre Cornelio Fabro” (copyright Sandro Magister), insomma non proprio l’ultimo arrivato, monsignor Antonio Livi spiega al Foglio dove diavolo abbia trovato il coraggio (e soprattutto per quale motivo l’abbia voluto trovare) di attaccare a testa bassa, qualche settimana fa, il monaco più mediatico del panorama ecclesiale italiano, Enzo Bianchi il quale, oltre che fondatore e priore di Bose, è scrittore prolifico ed editorialista per Repubblica, Sole 24 ore, Avvenire e Famiglia Cristiana. [leggi tutto]

© Il Foglio

Suore americane "commissariate"

Suore moderne

di Massimo Introvigne

I lettori della Bussola Quotidiana, in grande maggioranza cattolici, pensano che il buon cattolico metta al centro delle feste comandate la Messa. E che chi ha scelto la vita religiosa lo faccia con particolare zelo e solennità.
Se pensate questo, però, non conoscete le suore americane. In molti ordini di suore negli Stati Uniti le buone sorelle si pongono la questione se sia opportuno o meno che «l'Eucarestia sia al centro delle loro celebrazioni comunitarie solenni», perché purtroppo «la celebrazione della Messa richiede un sacerdote ordinato, qualche cosa che alcune suore giudicano "discutibile"». [leggi tutto]

© La Bussola Quotidiana

Una Chiesa umile


di Stefano Fontana

L’espressione risuona spesso dentro le comunità cristiane: una chiesa umile. Mi sono chiesto cosa voglia dire. Certamente vuol dire che i fedeli devono essere umili, ad imitazione di Cristo: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. L’arroganza, la presunzione, l’imposizione non hanno nulla a che fare con la fede cattolica. Guardiamo per esempio Benedetto XVI: è proprio un bell’esempio di umiltà cristiana.
Credo che questa umiltà nasca dalla consapevolezza di aver ricevuto molto e che quello che abbiamo o sappiamo fare non è fino in fondo merito nostro, ma gran parte di ciò è un dono che ci è stato dato. Questo vale soprattutto per la fede ricevuta. L’amor proprio rovina le buone intenzioni. [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 19 aprile 2012

Il dramma della Chiesa di oggi


di Roberto de Mattei

«La situazione spesso drammatica della Chiesa di oggi» è stata al centro dell’omelia pronunciata da Benedetto XVI nella Messa crismale dello scorso 5 aprile. Non si è trattato di una generica denuncia: il Papa ha fatto esplicito riferimento alla situazione della Chiesa in Austria, dove è stato pubblicato un Appello alla disobbedienza del movimento Pfarrer-Iniziative (Iniziativa dei parroci). Questo appello, sottoscritto da quattrocento sacerdoti austriaci, chiede tra l’altro il sacerdozio femminile, l’abolizione dell’obbligo del celibato sacerdotale, la comunione per i divorziati risposati. Punti su cui, come nel caso dell’ordinazione sacerdotale delle donne, la Chiesa si è espressa in maniera irrevocabile e definitiva. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

Scuole cattoliche, un’inferiorità sospetta


di Massimo Introvigne

La stampa nazionale italiana - in testa, al solito, Repubblica - ha annunciato con notevole rilievo che un'indagine della Fondazione Giovanni Agnelli fornirebbe - finalmente - la “prova” che la scuola superiore cattolica è di qualità notevolmente inferiore rispetto alla scuola statale. L’indagine, datata marzo 2012, ha per titolo “Valutare le scuole secondarie di II grado a partire dalle performance dei loro diplomati immatricolati negli atenei italiani”. È la terza del suo genere, si riferisce al Piemonte, alla Lombardia e all’Emilia Romagna, e conclude in effetti che “nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, l’analisi conferma la performance deludente della maggior parte delle scuole non statali rispetto a quelle statali”. In Piemonte, per esempio, gloriose scuole cattoliche che a Torino sono da anni o anche da secoli considerate di alta qualità finiscono nella classifica della ricerca oltre il centesimo posto. Com'è possibile? [leggi tutto]

© La Bussola Quotidiana

mercoledì 18 aprile 2012

Beretta


Stucchevole: i miracoli sono finiti con Padre Pio e con l’avvento di Avvenire (e dei suoi giornalisti).
Silvio Brachetta

Su Hyde Park Corner de Il Foglio, a proposito delle esternazioni moderniste di Roberto Beretta

martedì 17 aprile 2012

Anglicani sempre più in “fuga” verso Roma


Decine di pastori e centinaia di fedeli tornano nella Chiesa cattolica. Un fenomeno dovuto alle aperture su donne-vescovi e sacerdoti gay

di Giacomo Galeazzi

Ormai più che un’erosione è un esodo. Ogni mese decine di pastori e centinaia di fedeli e a luglio, con l’introduzione dell’episcopato rosa, la fuga appare destinata ad aumentare ulteriormente. Già ora è in continua crescita il fenomeno dei sacerdoti e fedeli anglicani che tornano con Roma in seguito all’accordo raggiunto con la Congregazione per la Dottrina della Fede e che vengono riordinati sacerdoti cattolici. Questo trend inarrestabile costituisce uno dei motivi che hanno indotto alle dimissioni il primate Rowan Williams. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Battesimo d’acqua e di sangue


«“O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte (Rm 6, 3-4)”.
Se uno non riceve il battesimo, non ha salvezza. Eccettuati soltanto i martiri, i quali ricevono il regno anche senza l’acqua. Il Salvatore infatti, che ha redento il mondo mediante la croce, trafitto nel costato, fece uscire sangue e acqua (cfr Gv 19, 34), affinché alcuni venissero appunto battezzati con acqua in tempi di pace, altri invece nel proprio sangue in tempi di persecuzione. Infatti il Salvatore fu solito chiamare il martirio con il termine “battesimo”, dicendo: “Potete bere il calice che io bevo, e essere battezzati con il battesimo con il quale io vengo battezzato (Mc 10, 38)?” E anche i martiri professano la fede, diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini; mentre tu lo confesserai dopo un po’. Ma non è ancora il tempo che tu ascolti queste cose.»

Dal trattato Catechesi per gli illuminandi di San Cirillo di Gerusalemme
(n. 370-380, + 444) (Cat. 3, 10: PG 33, 440)

lunedì 16 aprile 2012

Situazione dell’Iran

Riunione Alleanza Cattolica - inizia al minuto 22
Watch live streaming video from vm4860 at livestream.com

Il nuovo Samizdat


di Stefano Fontana

Da qualche giorno è possibile acquistare in farmacia “EllaOne”, la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo”. Ho letto i giornali, ho consultato i siti informativi Internet che vanno per la maggiore e sono rimasto sbalordito dall’appiattimento informativo, dalla ripetitiva moltiplicazione delle veline, dal rigido rispetto degli ordini di scuderia, dall’agghiacciante pensiero unico sull’argomento. Ci sarà anche la libertà di espressione ma in molti campi è ormai impedita la libertà di pensiero. [leggi tutto]

© Vita Nuova

Risurrezione di Cristo e salvezza della carne


Un dipinto della Madonna col Bambino ci parla del bisogno insito nell’uomo di possedere la felicità, e dice chiaramente come tale felicità per il cristiano non sia qualcosa di astratto, ma si concretizzi nella salvezza che coinvolge la sua corporeità oltre che il suo spirito.

di Corrado Gnerre

L’uomo bacia Dio e non vuol perderlo

C’è un dipinto attribuito ad Alessandro Turchi detto “l’orbetto” (1578-1649), che è esposto alla Biblioteca dei Girolamini a Napoli e che possiede un’originalità. La Vergine ha in braccio il suo divin Figlio e lo bacia. Ma i due non sono soli. C’è un altro bambino nel dipinto. È Giovanni Battista, coetaneo di Gesù, che anch’egli bacia il Verbo Incarnato. Il suo bacio però esprime anche qualcos’altro: quasi un senso di possesso. Le piccole braccia del Precursore afferrano le fragili gambe del piccolo Gesù quasi a volerle far sue. [leggi tutto]

© Il Settimanale di Padre Pio

domenica 15 aprile 2012

Lefebvriani-Santa Sede, l’accordo è vicino


Arriva la risposta di Fellay. Per la Fraternità San Pio X si profila la «prelatura personale» direttamente dipendente dal Papa

di Andrea Tornielli

L’accordo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X fondata da monsignor Marcel Lefebvre potrebbe essere questione di giorni, forse anche di ore. Il superiore della Fraternità, il vescovo Bernard Fellay, avrebbe sottoscritto una nuova versione del preambolo dottrinale consegnatogli lo scorso settembre dal cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e presidente della pontificia commissione Ecclesia Dei.
Ufficialmente in Vaticano si sta ancora attendendo l’arrivo della risposta di Fellay, al quale lo scorso 16 marzo era stata richiesta una decisione definitiva. Ma secondo le informazioni raccolte dal vaticanista di Le Figaro, Jean-Marie Guenois, molto si è mosso a livello «ufficioso», e l’accordo sarebbe ormai vicino. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Dalla vecchiaia all’infanzia


Discorso n.53 di San Massimo di Torino (circa 350-423 d.C.)

Un grande e sublime dono, o fratelli, ci ha concesso Dio in questo salutifero giorno pasquale, nel quale il Signore, risorgendo, concesse a tutti la risurrezione e, salendo dalla profondità alle altezze, nel suo corpo innalzò pure noi dalle realtà inferiori a quelle di lassù. Secondo l’Apostolo, infatti, noi tutti cristiani siamo corpo di Cristo e sue membra. Se perciò Cristo è risorto, con lui sono necessariamente risorte le sue carni.
E veramente, mentre egli dagli inferi risale sulla terra, fa passare noi dalla morte alla vita. In effetti, il termine ebraico “pasqua” in latino vuol dire “passaggio” o “avanzamento”, appunto perché tramite questo mistero si passa dal peggio al meglio. È certo un utile passaggio il pervenire dai peccati alla giustizia, dai vizi alla virtù, dalla vecchiaia all’infanzia.
Infanzia, direi, non di anni, ma di semplicità, dato che anche i meriti hanno una loro età. Prima, infatti, eravamo prossimi alla morte per la vecchiaia dei peccati; una volta risorto Cristo siamo stati rinnovati nell’innocenza infantile. Anche la semplicità cristiana possiede una sua infanzia. Come, infatti, un bambino non è in grado di arrabbiarsi, non sa truffare, non ardisce vendicarsi, così l’infanzia cristiana non si adira con chi danneggia, non si oppone a chi depreda, non resiste a chi percuote. Da ultimo, come comandò il Signore, prega persino per i nemici; a chi toglie la tunica lascia pure il mantello; a chi percuote sulla guancia, offre anche l’altra.
Sennonché l’infanzia di Cristo è migliore di quella naturale in quanto questa non sa peccare, quella aborrisce il peccato; l’una è inoffensiva per debolezza, l’altra innocente per virtù. A suo merito va perciò ascritto non già che non possa fare il male, quanto che non vuole compierlo.
Come allora dicemmo, vi sono diverse età di meriti. In effetti, come nei fanciulli si riscontra una maturità morale, così negli anziani si trova l’innocenza dei bambini. Il fatto, poi, che anche nei giovani ci sia una maturità morale, lo afferma il profeta: “Una vecchiaia veneranda non è quella che dura a lungo, né si calcola dal numero degli anni; canizie infatti è la sapienza dell’uomo” (Sap 4, 8s).
Agli apostoli, poi, già maturi ed attempati, il Signore dice: “Se non vi mutate e non diventate come questo fanciullo, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Li richiama alla loro origine, li spinge a ritornare all’infanzia in modo che, pur invecchiati in un corpo caduco, rinascano ad una condotta innocente, come dice il Salvatore.

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silvio

venerdì 13 aprile 2012

Nella vita della grande comunità ecclesiale


di Manuel Nin

I Padri della Chiesa (in particolare Cirillo di Gerusalemme, Giovanni Crisostomo, Teodoro di Mopsuestia) nelle loro catechesi prebattesimali predicate soprattutto durante la Quaresima, introducevano, si potrebbe dire portavano per mano, guidavano i catecumeni, cioè coloro che si preparavano a ricevere il battesimo nella notte di Pasqua, a scoprire, conoscere e memorizzare la fede cristiana attraverso la professione di fede, il Credo, e dando loro un modello di preghiera, il Padre nostro. Durante tutto questo periodo di preparazione, nell’attesa del battesimo che, come tutti i sacramenti, è un dono che si riceve, che si accoglie nella grande Chiesa, nel suo grembo che rigenera, i catecumeni erano iniziati alla fede, all’ascolto e alla comprensione della Parola di Dio, e partecipavano soltanto alla prima parte dellacelebrazione dei santi misteri. [leggi tutto]

© L’Osservatore Romano

Gesu' Cristo vero Dio e vero uomo

Imperdibile conferenza del card. Carlo Caffarra
     
 

Vogliamo provvedere?

Kaspar senza talare

Non fa una grinza: don Peter Paul Kaspar si chiede perché lui deve obbedire a Roma, mentre il cardinale di Vienna Cristoph Schönborn può tranquillamente disobbedire.
Kaspar è uno dei leader della “Pfarrer-Initiative”, altamente critica nei confronti del Magistero, recentemente bacchettata da Benedetto XVI.
Kaspar sarà pure eretico, ma non è matto: si chiede come mai per Schönborn non sia previsto alcun «procedimento canonico».
Infatti ce lo chiediamo anche noi. Come mai?

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silvio

Solenne Pontificale di Pasqua


di Silvio Brachetta

«Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede» (1Cor 15,14). Per questo motivo, come lascia intendere San Paolo, «la risurrezione di Cristo è il mistero centrale del cristianesimo». Così il nostro Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi ha introdotto la propria omelia lo scorso 8 aprile, durante il Solenne Pontificale di Pasqua. La risurrezione gloriosa del Figlio di Dio - ha precisato - «è l’evento definitivo dopo il quale non dobbiamo attenderci nulla di nuovo, ma solo il pieno compimento di quello che è già avvenuto».
Dinnanzi ai fedeli convenuti nella Cattedrale di San Giusto, gremita fin dalla precedente veglia notturna, l’Arcivescovo ha condiviso con tutti la «gioia straordinaria» nel vedere tanta partecipazione ai riti della Settimana santa. [leggi tutto]


© Vita Nuova

giovedì 12 aprile 2012

Modernismo a Nordest


 
Il 13-14-15 aprile, si tiene il Convegno ecclesiale di Aquileia: «Le Chiese del Nordest, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, intendono, attraverso il Convegno "Aquileia 2" chiedersi come annunciare Gesù Cristo oggi, nell’attuale contesto socio-culturale del territorio».

Niente da fare. Con profonda tristezza annoto che, a poche ore dal Convegno, il mantra è sempre il medesimo: il solito sociologo parla di «ascolto», «camminare insieme», «accoglienza», «dare la parola». Vengono sempre invitati esponenti del neomodernismo. E il progetto d’apostolato, che non tocca mai i contenuti, si riduce a problema di trasmissione dati. C’è solo una monotona e paranoica ricerca di non si sa bene quale «linguaggio» nuovo per comunicare con «gli uomini e le donne del nostro tempo». Ma comunicare cosa? Non c’è alcun contenuto da comunicare.
Il grande teologo ha in testa solo questo: «usare i mezzi di comunicazione», perché secondo lui la questione capitale è il «linguaggio». E ancora sullo «stile» del Vaticano II, che voleva il «dialogo», che «non ha condannato nessuno», che è «stato amichevole». Insomma, «il linguaggio deve cambiare». Ma se da cinquant’anni ripetono sempre questo! Sempre e solo questo.
«Si ascoltano ancora parole dure verso il mondo», dice. Ma questa è una bugia. La Chiesa si è rammollita già da tempo ed è in gran parte secolarizzata. L’inciucio con il mondo è diffusissimo e si hanno solo parole zuccherine. Eppure bisogna continuare il piagnisteo e insistere a chiedere il riconoscimento del divorzio e della bigamia che - sempre a parere del grande teologo - nel Vangelo di Marco sembrava tollerata (ma quando mai!).
E ancora storicismo a ruota libera: «le soluzioni del passato non valgono più per il presente» - dogma indiscutibile.
Gran finale. Riabilitazione della modernità da parte del docente di storia moderna. Finalmente, dopo Giovanni XXIII, la Chiesa ne ha inglobato alcuni valori. Poi, ovviamente, nella competizione tra «principi evangelici» e «divenire del tempo», la gara la vince il tempo. Mai un tempo quieto, beninteso, ma sempre sospinto da «accelerazioni» inquietanti. Quindi la Chiesa «deve fare i conti con la storia», che ha visto mutare i «principi non negoziabili». E pensare che, viceversa, è il mondo che ha sempre fatto i conti con la Chiesa.
Il sociologo sente nell’aria «la voglia di cambiamento». Questa la sua priorità. Non la salvezza delle anime, non la gloria di Dio. «Deve cambiare la Chiesa», sentenzia. E un altro piagnisteo: c’è «mancanza di rinnovamento conciliare», cioè un «freno» ha interrotto bruscamente le «grandi speranze» moderniste di saccheggiare il deposito della salvezza.
«In questo contesto il Convegno di Aquileia si rivela provvidenziale», dice il cronista. A buon intenditor…
I vescovi tacciono (colpevolmente) e, quindi, acconsentono.
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silvio