domenica 11 ottobre 2009

Pacifismo liberal

A parte la mentalità radical-abortista, Obama Hussein, poco prima di ricevere il premio Nobel per la pace ha confermato - per bocca del suo staff - di aver confezionato una nuova arma anti-bunker (nella foto), fresca fresca per l’Iran. Trattasi di un ordigno del «peso di 15 tonnellate, 2 e mezzo solo di carica esplosiva».

Insomma, «Obama e la sua amministrazione non sono dei pacifisti che hanno rinunciato all’opzione delle armi».

Il Giornale aggiunge che al Mop (Massive Ordinance Penetrator) - organismo incaricato di confezionare le nuove armi - sono destinati 68 milioni di dollari.

Ma, per definizione, la sinistra oramai radical chic è moralmente superiore e si autocommina onoreficenze, giacchè la sua influenza non conosce barriere. Nemmeno a Stoccolma.

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silvio

3 commenti:

mic ha detto...

hai titolato bene: pacifismo, seppure (!), non pace.
la Pace vera è una Persona, della quale conosciamo il Nome.... tutto il resto sono surrogati o parole vuote, sterili slogan

silvio ha detto...

Questo proprio manca al mondo, che appunto tira avanti a slogan.

Paolo ha detto...

La storia americana è in realtà emblematica nel dimostrare che la sinistra progressista USA (i "democratici" liberal) è sempre stata al centro dei grandi conflitti bellici, sostenendoli e, in alcuni casi, scatenandoli.

1917: Woodrow Wilson, presidente democratico, entra in guerra contro la Germania, per ragioni che qui sarebbe troppo lungo analizzare, ma comunque ben lontane dal voler riportare semplicemente la pace in Europa. Più o meno nello stesso periodo del Wilson democratico gli USA invadono anche numerosi paesi dell'America Latina. Gli Stati Uniti poi, paradossalmente, non aderirono mai alla utopicamente pacifista (sulla carta) Società delle Nazioni, pur voluta dallo stesso Wilson.

1941: il presidente democratico e super progressista Roosevelt (il New Deal, l'economia di "sinistra" keynesiana e via discorrendo) trascina gli USA isolazionisti in una guerra mondiale i cui scopi andavano ben oltre la sacrosanta liberazione dal nazionalsocialismo e dal fascismo, per altro non guardati proprio in cagnesco dal governo USA almeno fino alla fine degli anni '30.
Il democratico Truman si assunse poi la pesante responsabilità morale per la decisione di usare la bomba atomica, atto quanto meno discutibile e comunque non certo il massimo del pacifismo.

Il democraticissimo Kennedy, icona obamiana e di tutta la sinistra mondiale post anni ‘60, fu uno dei principali fautori dell'intervento in Vietnam, per non parlare della questione della Baia dei Porci, che rischiò di scatenare il conflitto nucleare.

Clinton, democratico, bombarda la Serbia e l'Iraq con la benedizione della sinistra USA e non solo.

Ci sono tantissimi altri esempi, ma questi sono già eclatanti.

Il mito della sinistra pacifista è duro a morire.
Unica scappatoia è il fatto che, parlando di USA, sinistra e destra si annullano nell'unico culto della religione civile USA e nell’esercizio dell'egemonia economico- politica della nazione eletta sul mondo, per alcuni aspetti a volte tragicamente necessaria (il gendarme del mondo), ma senza inutili ipocrisie. L’interesse superiore della nazione porta a relativizzare ogni differenza.
Poi, prendendo atto di questo, chi vuole potrà anche lanciare strali a volontà contro i Bush, i neocon e tutto il resto.

P.S. non credo per questo che si debba essere antiamericani per partito preso.