venerdì 21 marzo 2008

Venerdì Santo - Passio Christi

«La contemplazione della passione di Gesù disumana l'uomo, lo solleva so­pra di sé, lo fa diventare un essere divino».
«Non v'è sorgente più potente a generare nell'anima il fervore della devozione, quanto la meditazione della passione del Signore».
«Gesù, io giubilo immensamente che per me hai creato l'universo; che mi hai creato a tua immagine, ma dove maggiormente mi glorio è in questo, che per me hai sofferto la tua dolorosissima passione e morte. Ecco, o Gesù, tutta la mia gloria, la mia sovrana allegrezza».
«A chi ricorrerò? Dove mi rivolgerò? Alla passione del mio Signore; mi bagnerò del suo sangue; mi trasformerò nel mio Dio crocifisso. E quale creatura oserà accusarmi quando mi vedrà così nobilmente vestito? Questa sarà la roccaforte dove mi ricovererò sicuro da tutti gli assalti».
San Bonaventura da Bagnoregio

«Non può non morire contento e con grande pace chi fissa la mente nella passione del Signore».
«Uno si turba, si accende in volto, delibera vendetta quando è ingiuriato. Però se vede un altro più sublime di lui, più degno di lui, subire le medesime insolenze con pazienza e tolleranza, il suo spirito si calma, ì tumulti interni si quietano: persuaso dall'esempio dell'altro uomo più rispettabile di lui. Oh se contemplassimo la passione del Signore, la sua invitta pazienza! si spegnerebbe l'ira del nostro cuore, saremmo più tolleranti; ci glorieremmo nei patimenti; ci stimeremmo onorati di assomigliare a Gesù Cristo!».
«Il ginepro, visto da Elia, era figura della croce e della passione di Cristo. Sotto la croce dobbiamo sedere, contemplare, con grande attenzione quanto Gesù ha patito per noi; e questo soprattutto per prepararci alla morte, sgombrandoci dai timori di essa, armandoci contro le tentazioni di satana, e fare una santa morte, morendo insieme al Salvatore divino. Chi così medita la passione di Cristo non solo non si rattrista di partire dal mondo, ma lo desidera ardentemente. Tanta paura della morte! io non saprei dire di chi è la colpa: se della morte o dei morenti».
Dionisio Cartusiano

«Contemplate la passione di Gesù, e riceverete la morte a braccia aperte».
Tommaso da Kempis

«Se contempliamo la passione di Cristo, diventiamo come impeccabili, poiché è tanto grande il vigore della passione di Gesù, che chi la tiene davanti agli occhi, e con devozione la conserva nella mente, diviene impeccabile».
Origene

«Si deve, con grande attenzione di mente, contemplare la passione di Cristo come unico e singolare rifugio in tutte le avversità e tentazioni ».
Ugo Eteriano

«Non v'è luogo più sicuro per l'anima che le piaghe di Gesù. Altrove troverà guerre, inquietudini, pericoli. O anime redente col sangue di Cristo, venite alla pietra, venite a Cristo crocifisso, nascondetevi nelle aperture delle sue piaghe. Qui troverete la sicurezza, la pace, la fermezza, la stabilità, la fortezza la vittoria, il merito, il trionfo di tutti i vostri nemici».
San Bernardo

«Il contemplare la passione del Signore è la fortezza dell'anima; è un'arma difensiva e offensiva contro tutti i peccati e i demoni. Al primo apparire della croce, i demoni, spaventati, fuggono e il cristiano si fortifica. Chi medita la passione di Gesù vince, perché combatte armato; chi non la medita è vinto, perche trovato senz'armi dal nemico».
San Tommaso d'Aquino

Fonte: Comunità Passionista S. M. di Pugliano
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silvio

4 commenti:

Sebastiano Mallia ha detto...

Solo la Grazia di Dio sa concedere un simile passaggio dal tempo debole e vuoto al tempo forte, ricco, colmo di una inesplicabile pienezza. Come solo un Dio poteva colmare fino a risalirlo l'abisso che conduce dalla morte alla vita.

Buona Pasqua a tutti, nel Risorto.
s.

silvio ha detto...

Buona Pasqua a te Sebastiano.

Anonimo ha detto...

Cari amici, auguri di Buona Pasqua a tutti.
Paolo

Cogitor ha detto...

Anche nell'ottava un carissimo abbraccio e auguri di santa e serena Pasqua.