venerdì 14 dicembre 2007

Legge 194 - bis

Avevo precedentemente pubblicato una missiva ricevuta, che difendeva questa posizione: un cattolico non può che rigettare la Legge 194 la quale, a certe condizioni, consente alla donna di abortire.
Sottolineo, a questo proposito, l’importanza di riaffermare il preciso dovere dei cattolici impegnati nella politica, che è quello di difendere le posizioni del Magistero.
E il Magistero non è a favore dei compromessi: le leggi che consentono l’omicidio (Legge 194, Legge 40 sulla fecondazione artificiale) vanno osteggiate apertamente.

Ieri su Il Foglio, a firma di Francesco Agnoli, è stato pubblicato l’ottimo articolo “La 194, una legge ipocrita” in cui si approfondisce la questione.
Il centro dell’articolo è questo: «[…] la 194 si caratterizza per essere la legge più ipocrita dell’orbe, forse proprio perché sottoscritta da cattolici».

Agnoli elenca le seguenti ipocrisie:
1) La 194 «nasce dalla sedicente volontà di combattere gli aborti clandestini, e invece diminuisce le pene previste per tale reato»;
2) «dichiara di tutelare la vita dal suo inizio» e, invece, tutela l’arbitrio di disporre della vita altrui;
3) «mette l’accento sulle possibili conseguenze psicologiche di una gravidanza, quasi fosse un’esperienza contro natura», quando invece dovrebbe «sottolineare le sue conseguenze nefaste sulla psiche e sul fisico della donna (conseguenze oggi sempre più evidenti e catalogate come psicosi post aborto, stress post aborto e sindrome abortiva)»;
4) «afferma di non concepire l’aborto come metodo di regolazione delle nascite, ma non pone nessun limite al numero degli aborti di una stessa donna»;
5) «infine nega di avere possibili esiti eugenetici, mentre in concreto permette l’eliminazione di un bambino “malato”, qualsiasi sia la sua malattia, foss’anche un labbro leporino o due dita del piede attaccate».

Aggiungo che il compito del cristiano non è simile alla prassi dei radicali - e cioè di vincere battaglie, conquistando terreno, omettendo di manifestare le vere intenzioni del proprio agire.
Il cristiano è tenuto alla testimonianza della verità, senza preoccuparsi di perdere o vincere battaglie. Così come Gesù Cristo fu sconfitto dai propri carnefici.
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Silvio

4 commenti:

calamar www.bloggers.it/calamar ha detto...

Ma... non parlaimo di ipocrisie. Non so se hai presente i politici che si ergono a difensori della famiglia...

Quando si parla di aborto, divorzio e altri temi sui quali il giudizio non può non partire da convinzioni derivanti dalla propria morale, sarebbe bene avere delle leggi che non impongono alcuna morale.

silvio ha detto...

Sillogismo:
Una legge che permette l’aborto, consente l’omicidio.
L’omicidio è una scelta morale.
Ergo: la 194 impone una morale (quella di Pannella).

Cogitor ha detto...

Un affettuoso saluto a tutti voi con l'augurio di trascorrere serenamente un Santo Natale. Buon viaggio in modo particolare a te, Silvio.

Calamar ha detto...

Per molti una cosa è l'aborto (per quanto sia qualcosa di terribile e spesso una scelta dolorosa)e una cosa è l'omicidio. E' bene tenerne conto.
Certe prese di posizione alla binetti come quelle che hanno portato alle schifezze della legge sulla procreazione assistita vanno bene in paesi teocratici.
Comunque sia... Auguri a tutti per un sereno Natale.