mercoledì 15 luglio 2009

Moratoria internazionale dell’aborto obbligatorio

Primo concreto successo dell’iniziativa promossa da Giuliano Ferrara, più di un anno fa, per contrastare l’aborto a livello mondiale.

L’idea era quella di un piano di pressione sull’ONU, affinché si potesse giungere ad una condanna globale delle pratiche abortive.

Oggi la Camera ha approvato la mozione di Rocco Buttiglione che incarica il governo di proporre, a livello internazionale, una risoluzione che «condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire».

Niente male davvero, anche nel caso di un insuccesso. Basta il pensiero. Un plauso a Rocco (e, ovviamente, a Giulianone).

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silvio

Memoria di San Bonaventura da Bagnoregio

Devo confessare che tra San Tommaso e San Bonaventura la mia indole mi porta a simpatizzare col primo. Ma la chiamata di Dio è irrevocabile, come dice l’Apostolo.

E così ho risposto al secondo, che mi stava appunto chiamando. Qui descrivo in breve la sintesi tra libertà e precetto secondo San Bonaventura, così come almeno l’ho compresa. Credo che quello che ha scoperto Tommaso nell’ontologia sia pari solo a ciò che Bonaventura ha disvelato nell’etica.

Entrambi seppelliti da questa massa di becchini mediocri (i contemporanei).

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silvio

martedì 14 luglio 2009

Settimana bonaventuriana - 02

Personalità e vocazione di San Bonaventura da Bagnoregio


Origini, giovinezza e vocazione


Giovanni di Fidanza nasce a Civita presumibilmente nel 1217, presso il comprensorio della Tuscia denominato anticamente novem pagi, sorto in epoca pre-cristiana ad opera degli Etruschi. Questi eressero nove piccoli villaggi su altrettanti colli, secondo la consuetudine edificativa applicata anche alla fondazione di Roma.

Tre di questi villaggi - Civita, Rota e Mercatello - optarono per la fusione in un unico contado denominato, anche prima dell’epoca medievale, Bagnoregio. È più corretto, quindi, riferirsi a Civita di Bagnoregio, per indicare con maggiore precisione il luogo di nascita del santo Dottore. [leggi tutto]

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silvio

De quaestio iudaica

Strabuzzo gli occhi, incredulo. Però mi arrendo e realizzo che su L’Osservatore Romano è pubblicato un articolo sull’«Adversus Iudeos» dello Pseudo Cipriano.

Non la stessa sorte aveva avuto Giovanni Crisostomo, il cui «Adversus Iudeos» era stato espunto persino da Benedetto XVI qui e qui. Un capolavoro di rispetto umano, non so quanto rispettoso però nei confronti dei giudei, verso i quali noi cristiani siamo in debito di verità.

L’odierno articolo a firma Giorgio Otranto - felpatissimo, rispettosissimo fino all’occultamento - ha il merito di riconoscere l’esistenza di una questione giudaica, mai seriamente esaminata, né dal punto di vista teologico, né da quello culturale.

Onore, quindi, agli affamati di verità.

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silvio

lunedì 13 luglio 2009

Settimana bonaventuriana

In occasione della festa liturgica di San Bonaventura da Bagnoregio - 15 luglio - proviamo a pubblicare qualche scritto, durante questa settimana, per meglio conoscere la teologia, la testimonianza e la vita del Dottore Serafico. Cominciamo con uno scritto di Don Lucio.


Bonaventura e Francesco


Non abbiamo molti dati personali sulla vita di Bonaventura, tuttavia attraverso i suoi scritti si può capire quale è stato l'influsso di Francesco su di lui.

II primo impatto con Francesco è avvenuto in occasione della gravissima malattia che lo colpì tra i 9 e i 14 anni, quando la madre chiese a Dio la grazia della guarigione del figlio attraverso l'intercessione di san Francesco. Non appena "strappato dalle fauci della morte e restituito incolume al "vigor della vita" fu consegnato dalla madre ai frati minori del convento di Bagnoregio (Viterbo) presso i quali non soltanto studiò, ma incominciò a conoscere il loro fondatore. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

sabato 11 luglio 2009

Pensiero della Domenica - 80

A cura del sito "Vie dello Spirito"


XV^ domenica del Tempo Ordinario


Gesù chiamò a sè i dodici e prese a mandarli due a due


Anche nella Liturgia della Parola di questa XV^ domenica ordinaria appare evidente come i disegni di Dio non sono mai sinonimo di sillogismo o raziocinio umano, ma rimangono sempre misteriosi per noi. Settecentottanta anni a.C. a Tecoa, piccolo villaggio a 8 km a sud-est di Betlemme, Amos, un mandriano che praticava innesti e coltivava sicomori, disse: “Il Signore mi prese di dietro al bestiame e il Signore mi disse : Va e profetizza al mio popolo Israele...” (Amos 7,15). [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

“Capovolgete Bordin a Radio Radicale e avrete padre Livio a Radio Maria”

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro


«Lungi dal voler essere irriverenti, se si definisce “programma di culto” una trasmissione condotta da un sacerdote, lo si fa solo per rendere omaggio alla realtà in linguaggio corrente.

Perché non si può dire nulla più obiettivo a proposito del "Commento alla stampa" di padre Livio Fanzaga, in onda tutti i giorni su Radio Maria alle 8.45.

Se il maturo professionista ferma la macchina e manda subito qualche decina di sms per avvisare che padre Livio le ha cantate come bisognava cantarle, se la casalinga le suona verbalmente secondo i canoni di padre Livio al marito laicizzato, se il camionista radioamatore catechizza i fratelli di onde corte con le ultime di padre Livio sulla bioetica, allora siamo al cospetto di un “programma di culto”.» [leggi tutto]

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silvio

giovedì 9 luglio 2009

Mentalità sadducea

Spesso, appesantiti dal vivere, ci fermiamo alla logica dei sadducei, i quali domandano al Signore a quale dei mariti, nel giorno del giudizio, apparterrà la donna sposata a sette fratelli (cfr. Mc 12, 18-27). La logica matrimonialista è così forte che vorremmo trascinarvi dentro anche coloro che hanno fatto voto di castità e celibato.

I luterani, nel corso dei secoli, sono riusciti a creare la figura del “pastore” ammogliato, gareggiando in mondanità con i sadducei. Spero non vorremmo fare la fine del gregge affidato al “vescovo” luterano Gustav Björkstrand, il quale vescovo è giunto fresco fresco al suo quinto divorzio. Il giornalista si chiede se avrà una sesta moglie. Ma di sicuro, si fermerà alla settima, chiedendosi quale delle precedenti sia stata effettivamente la sua vera sposa. Solo nel giorno del giudizio saprà finalmente che visse nell’«errore dal momento che» non ha conosciuto «le Scritture, né la potenza di Dio» (Mc 12, 24).

Cercherò pertanto di emendarmi da questa mentalità.

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silvio

mercoledì 8 luglio 2009

Ogni uomo è mio fratello? Ni

Gianni Gennari, su Avvenire, ripete un concetto espresso da Paolo VI: «ogni uomo è mio fratello». Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) ha ripreso la citazione al n.361 «tutti gli uomini sono veramente fratelli». Anche in questo caso - come in altri descritti in precedenza - il malinteso è pressoché inevitabile. CCC n. 1243: «Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio Unigenito. Può dire la preghiera dei figli di Dio: il Padre nostro». Perché, prima non poteva? Non eravamo già tutti fratelli? I fratelli non hanno forse un unico padre?

Evidentemente, c’è qualcosa, nella frase di Paolo VI, che non quadra. Formalmente corretta (l’unica famiglia umana ha la paternità adamitica), è però incompleta e può generare l’equivoco che il Battesimo sia superfluo. Il Magistero ha sempre insegnato che la volontà di Dio è che tutti gli uomini siano fratelli in Gesù Cristo e, quindi, salvi. Non solo: il cristiano è tenuto a comportarsi da fratello e a farsi prossimo nei confronti di tutto il genere umano, proprio a motivo dell’apostolato. San Francesco estende addirittura la fraternità all'intero universo (frate sole, sora luna, frate foco), dichiarando quanto sia cara a Dio la fraternità medesima.

Ma va chiarito - sempre - che chi volontariamente rifiuta la paternità di Dio preclude anche la fratellanza con il Figlio e con i figli adottivi del Padre (i battezzati). Il Battesimo, cioè, è necessario alla salvezza (e all'autentica fratellanza). Omettere questa precisazione origina disastri, così come puntualmente si sono generati.

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silvio

Un commento alla "Caritas in veritate"

Ricevo da Massimo Introvigne e pubblico


“Caritas in veritate”. La dottrina sociale della Chiesa contro la tecnocrazia


Caritas in veritate” (Benedetto XVI, 2009), la carità nella verità, è espressione che per Benedetto XVI è sinonimo di dottrina sociale della Chiesa, di cui il Pontefice, utilizzando la crisi economica internazionale come «occasione di discernimento e di nuova progettualità» (ibid., n. 21 intende riaffermare la natura di parte integrante della concezione cristiana dell’uomo e della società, e di antidoto ai mali del nostro tempo. L’enciclica è dedicata principalmente - anche se non esclusivamente - alla problematica socio-economica, pur chiarendo che la dottrina sociale della Chiesa non si occupa solo di economia ma ha anche una dimensione socio-politica e una socio-culturale. [leggi tutto]

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silvio

lunedì 6 luglio 2009

Se questo non significa nulla…

Caro Benedetto XVI, vengo a sapere che nella tua cappella privata - Cappella Paolina - hai rimesso l’altare al suo posto, ovvero a ridosso del tabernacolo. In questo modo potrai celebrare coram Deo. Ghiottone di cibo spirituale!

Paolo VI l’aveva spostato a centro campo per compiacere i protestanti i quali, come si è visto, si sono riversati in massa nel cattolicesimo. Anche la balaustra in legno per la comunione aveva rimosso! E tu l'hai ricollocata al suo degno servizio primevo. Dominus tecum!

Ti supplico, però, lungimirante e astuto bavarese: non lasciarci affamati. Non godere da solo di tali prelibatezze. Emetti un motu proprio che rialzi l’altare dovunque, anche perché ora come ora, vista la posizione, sarebbe meglio chiamarlo bassare.

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silvio

Santa Maria Goretti

Ricevo da Massimo Introvigne e pubblico


Plinio Corrêa de Oliveira medita sulla santa e sulla castità


Maria Goretti (1890-1902) nasce il 16 ottobre 1890 a Corinaldo (Ancona) dai contadini Luigi Goretti e Assunta Carlini. Nel 1896 il padre sposta la famiglia nell’Agro Pontino, ma nel 1900 muore e la famiglia per sopravvivere si associa ai Serenelli, padre e figlio, che coltivano un’altra porzione della stessa cascina. Il 5 luglio 1902 la dodicenne Maria è pugnalata dal ventenne Alessandro Serenelli (1882-1970) mentre resiste al suo tentativo di violentarla. Muore il 6 luglio. Pio XII la canonizza nel 1950, dopo che per sua intercessione il suo assassino si era convertito (dopo il carcere, si era ritirato in un convento francescano come semplice collaboratore laico, e lì rimase fino alla morte). [leggi tutto]

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silvio

domenica 5 luglio 2009

Nuovo vescovo a Trieste

Il Papa ha nominato Arcivescovo di Trieste mons. Giampaolo Crepaldi, dopo i sopraggiunti limini di età di S.E.R. mons. Eugenio Ravignani.

Non essendo Trieste un’arcidiocesi il titolo di Arcivescovo è “ad personam”, ovvero come titolo di prestigio.

Mons. Crepaldi è uno dei collaboratori alla stesura dell’ultima enciclica di Benedetto XVI “Charitas in veritate”. Qualche altro assaggio della sua ortodossia: ha aderito alla proposta di Giuliano Ferrara circa la moratoria sull’aborto, ha condannato gli errori dell’ecologismo, entusiasta della lectio magistralis pontificia di Regensburg, ha criticato il darwinismo.

Il Timone dice di lui e dell’Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa, del quale è presidente: «Meno male che qualcuno a Roma tiene ben desta la ragione».

Dopo cotante premesse, ringrazio Dio e lo prego di conservarlo in santità.

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silvio

Pensiero della Domenica - 79

A cura del sito "Vie dello Spirito"


XIV^ domenica del Tempo Ordinario


Gesù percorreva i villaggi d'intorno insegnando...


L'ammirazione, si cambia in mormorazione, critica, contestazione.

Tutti erano a conoscenza di un prodigio avvenuto per opera Sua, a Cafarnao.

Ed ecco la sfida: ...faccia anche qui da noi prodigi, se vuole che gli crediamo!

Gesù, con profonda tristezza rispose: “Nessun profeta è bene accetto in patria” e cita il profeta Elia che, per la benevolenza di Dio, salvò dalla carestia una vedova di Zarepta di Sidone; ed il profeta Eliseo che guarì dalla lebbra il generale Siro, Naaman; non appartenevano al popolo eletto perché erano pagani. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

sabato 4 luglio 2009

Schegge impazzite

Non si tiene più il conto di quante volte un imbarazzatissimo Vaticano è costretto a smentire i suoi stessi prelati. Questa volta è di nuovo il turno di mons. Agostino Marchetto: «Il Vaticano come tale non ha detto niente sul decreto sicurezza approvato ieri dal governo italiano».

Anche Vittorio Messori non ne può più: «dovremmo smetterla di affermare che la Chiesa o il Vaticano dichiarano questo o quello, quando a parlare è un singolo prelato, come in questo caso».

La situazione è inaudita, se ricordiamo che qualche mese fa il Vaticano dovette smentire addirittura L’Osservatore Romano, suo periodico ufficiale.

Penso avesse ragione Euripide: Quos vult Iuppiter perdere, dementat prius (Quelli che Giove vuole rovinare, prima li fa impazzire).

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silvio

venerdì 3 luglio 2009

Gomulka

Da Władysław Gomułka, il nemmeno troppo malvagio capo del governo e segretario del Partito comunista di Polonia nel dopoguerra, presero il nome le carrozze gomulka, i grandi vagoni ferroviari di fabbricazione polacca. Enormi cassettoni, simboli grigi di un potere informe.

Ma questo potere ha solo cambiato colore, credo, perché le persone continuano a viaggiare in mandrie, su enormi vagoni bestiame capienti e democratici.

La carrozza merci che ha causato l’ultimo incidente non era una gomulka, ma poco ci manca: pare sia una carrozza del tipo di quelle fabbricate nell’ex DDR comunista.

Nessun collegamento, ci mancherebbe. La tecnologia capitalista ha prodotto altrettante morti. Ma il grottesco regime del socialismo reale ha qualche leggera somiglianza con il democratismo uniformista e conformista, dove le case grigie proletarie vengono ammassate vicino ai binari freddi.

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silvio

Come volevasi dimostrare

Macchè. Nemmeno quarantott’ore dopo che il Papa aveva bacchettato i cattolici “adulti” e la loro fede “fai da te”, monsignor Pagano (prefetto dell'Archivio segreto vaticano) attacca il Magistero, ventilando la legittimità della ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Attacco felpato, intendiamoci, subdolo, equivoco. È tutto un gioco filologico di accenni e rettifiche repentine. Gutta cavat lapidem. Anche in questo caso le conseguenze canoniche saranno nulle. Monsignor Pagano non ama obbedire; no, lui ama piuttosto essere obbedito, comandare.

Ma non è tutto solo in quest’arte: procede affiancato alle progressiste suore statunitensi che, dopo trent’anni di post-concilio, si sono ridotte numericamente di due terzi. E le poche rimaste seguono S. Agostino: amano e fanno quello che vogliono. Se amino è tutto da verificare, ma certamente adorano l'agire autarchico. Buttano l’abito, s’inventano professioni e attivismi frenetici, rivoluzionano la dottrina a loro capriccio…

Il Vaticano interviene. Spedisce indagatori in ogni dove. Ma ancora non si adopera con l’unico rimedio adeguato: rimuovere la cancrena prima che si perda il braccio o l’intera persona.

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silvio

giovedì 2 luglio 2009

Brevissimo appunto sulla spiritualità cristiana

I cristiani non celebrano più la Pasqua a Gerusalemme. E nemmeno pregano specialmente a Gerusalemme. Non hanno più, cioè, un solo tempio o una sola città sacra dove venire ascoltati in modo speciale. Questo perché, dice Gesù, «né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre», ma «Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità» (Gv 4, 21.24).

La Gerusalemme di Cristo è in Cielo, è spirituale.

C’è, però, un errore da evitare. Il fatto che la vera Gerusalemme ci aspetta in Cielo non significa che noi tutti ora abitiamo in Cielo. Siamo, cioè, ancora incarnati. Adoriamo l’Incarnazione.

Non c’è dunque ambito, oltre il religioso - politico, scientifico, economico, sociale - che non debba essere abitato dai cristiani. Uno degli errori spirituali, legato a queste considerazioni, è la sessantottina “scelta religiosa”, che sovverte il senso di spiritualità e laicità cristiane.

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silvio

Ambigue ortodossie - bis

E, sempre a proposito di confusione conciliare e post-conciliare, anche il Papa continua il martellamento, almeno verbale: «Dopo il Concilio Vaticano II si è ingenerata qua e là nella Chiesa una certa confusione sulla missione stessa dei sacerdoti».

D’accordo, dico io. Ma perché e, soprattutto, da dove nasce questa confusione? Seconda osservazione: la confusione non riguarda solo la missione sacerdotale. Magari fosse solo questo il problema!

In questa circostanza, Benedetto XVI contesta la figura del prete-assistente sociale. Ma, dal momento che non sarà assolutamente ascoltato, non sarebbe il caso di provvedimenti extra verbali?

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silvio

mercoledì 1 luglio 2009

Ambigue ortodossie

Segnalo due articoli:

Il primo, di Camillo Langone, rivolto al card. Angelo Bagnasco, è una constatazione: la sua ultima lettera pastorale presenta non poche ambiguità che potrebbero essere, e di fatto sono state, fraintese dai media. Malintesi, fraintendimenti, ambiguità, equivoci. È, appunto, il problema che ho posto varie volte. E cioè non tanto la presenza o meno di errori presenti nell’ultimo Concilio, (e soprattutto nel post-concilio) ma la forte ambiguità nel suo insieme.

Il secondo, un postumo di Gianni Baget Bozzo, è ancora riferito al Concilio Vaticano II. In particolare alla figura di Giuseppe Dossetti, uno dei tanti “invitati autorevoli”, che hanno certamente condizionato l’assise, non tanto in merito ad una svolta eterodossa, ma proprio in senso fortemente ambiguo. Congar, Rahner, Dossetti. Diciamolo: se non si è scivolati nell’eresia è solo grazie ad un intervento divino. Ma sono rimasti i malintesi, i fraintendimenti, le ambiguità, gli equivoci. La confusione, insomma.

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silvio

martedì 30 giugno 2009

Est! Est!! Est!!! (non il vino)

È attivo finalmente il sito della Comunità cattolica cinese in Italia - 意大利华人天主教会 - non sterminato, ma ricchissimo comunque di materiale interessante.

Segnalo, in particolare, lo spazio delle letture domenicali, con la Bibbia in versione italiana e cinese. Nonché i link alla traduzione integrale delle Sacre Scritture.

Per il momento Dio ci ha dato la grazia di ben nove comunità (a Roma, Milano, Firenze, Prato, Rimini, Treviso, Brescia, Napoli e Bologna).

Ave o Maria - 福哉马利亚

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silvio

Padre Livio picchia duro

È un uomo felice don Livio Fanzaga